Pur di superare l'esame di avvocato lo fece a Reggio Calabria
"Il Ministro Gelmini evidentemente non conosce il senso del ridicolo: pur di compiacere i suoi alleati leghisti, che hanno tirato fuori un'altra proposta razzista, dà di fatto ragione alla loro proposta sui professori". Lo afferma Claudio Fava di Sinistra e Libertà, che osserva: "Ma non è quella stessa persona che pur di superare l'esame d'avvocato passò disinvoltamente e furbescamente dalla natia Brescia alla 'terrona' Reggio Calabria?".
"La Gelmini invece di offrire una sponda alle stolte proposte dei suoi amici leghisti si preoccupi - conclude l`esponente di SL - del fatto che alla ripresa dell'anno scolastico mancheranno all'appello 42.000 insegnanti e 15.000 amministrativi, tecnici e ausiliari. Si preoccupi che la scuola pubblica potrà offrire agli studenti e alle famiglie meno servizi, meno opportunità, meno risposte".
(fonte: sinistra-democratica.it)
sabato 1 agosto 2009
Scuola/ Fava: Gelmini non conosce il senso del ridicolo
giovedì 30 luglio 2009
Ancora tagli al Sostegno: 693 di cui 60 a Siracusa! Siamo alla macelleria sociale: prevedo convocazioni molto "calde"
Sostegno - Handicap: Sicilia. Tagli in "deroga" alle effettive esigenze rilevate
(Da orizzontescuola.it)
Sindacato SFIDA (Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità)
Meno 693!!! Tanti sono i posti di sostegno che verranno a mancare nella scuola siciliana dal prossimo mese di settembre (AG 58, CL 24; CT 112; EN 30; ME 161; PA 119; RG 31; SR 60; TP 98).
Le ore sono state ripartite NON in base alle “effettive esigenze degli alunni” così come norma vuole e prevede, ma solo ed esclusivamente in base alle “risorse [economiche] effettivamente assegnate” e le risorse destinate alla scuola siciliana sono talmente inique che hanno determinato un ulteriore taglio in organico di fatto di ben 693 posti totalmente a carico del sostegno.
Le direttive contenute nelle ultime circolari a firma del Ministro Gelmini là dove precisano che le richieste di ore di sostegno “vengono formulate dal GLH operativo”
in Sicilia sono state del tutto ignorate! Altro che “migliorare la qualità dell’integrazione scolastica”, le azioni dirette verso i 693 alunni disabili sono volte a negare il LORO Diritto all’Istruzione.
SFIDA denuncia queste scelte politiche che mirano solo a far quadrare i Conti dello Stato e chiede al Presidente della Regione Sicilia, on. Lombardo di farsi garante e
tutore delle 693 famiglie disabili siciliane, con azioni forti e concrete, rivendicando il diritto allo STUDIO e ALL’ISTRUZIONE degli alunni siciliani, non trascurando inoltre la possibilità di intraprendere iniziative comuni con gli altri Presidenti delle Regioni Meridionali su cui si è abbattuta la scure del Ministro Gelmini.
Il Segretario Provinciale
Maria VITALE MERLO
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mercoledì 29 luglio 2009
Quei dea Lega xè musi de mona!
Visto che ho messo Venezia come provincia per le graduatorie d'istituto mi alleno un po'...
Che dite? ho superato l'esame?
Lega: «Test di dialetto per i prof»
Scontro sulla scuola, stop a riforma
Proposta del Carroccio: «Gli insegnanti devono conoscere la cultura della regione dove lavorano»
ROMA - I professori dovranno superare un «test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare». Stop dunque alla selezione basata sui titoli di studio. È quanto la Lega chiede che sia inserito nella riforma della scuola ora all'esame della commissione Cultura della Camera. Ma il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), dice no e sconvoca il comitato ristretto investendo della questione direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega però si oppone. E la riforma, per il momento si blocca.
LA PROPOSTA - «Il presidente Aprea - spiega Paola Goisis, deputata della Lega e presentatrice della richiesta - ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in aula. Ma a questo noi ci opporremo perché non si può scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa Commissione». «Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così - racconta ancora la parlamentare leghista - abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato che ora era all'esame della Commissione Cultura. Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante». La Lega, cioè, vuole inserire un test, per i professori, che attesti, per dirla con le parole di Paola Goisis, «il loro livello di conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della regione in cui vogliono andare ad insegnare». I titoli di studio, quindi, passeranno decisamente in secondo piano. «Non garantiscono un'omogeneità di fondo - osserva il deputato del Carroccio - e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono una garanzia sull'adeguatezza dell'insegnante. Questa nostra proposta che, ripeto, è l'unico punto che noi chiediamo venga inserito nella riforma, punta ad ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei professori che insegna al Nord sia meridionale». L'esponente del Carroccio si dice quindi d'accordo sull'ipotesi di istituire un albo regionale per gli insegnanti, ma ci dovrà essere però prima una selezione sulle conoscenze »della lingua, della tradizione e della storia delle regioni dove si intende insegnare«. Altrimenti la Lega si metterà di traverso sulla riforma. »Spero davvero che il testo non venga calendarizzato prima di un chiarimento all'interno della maggioranza - dice - Non può essere scavalcata così la volontà del secondo grande partito della maggioranza«. Valentina Aprea (Pdl), proprio per evitare una discussione che spaccasse ulteriormente Lega e Pdl sul punto ha sconvocato il comitato ristretto in attesa di decisioni che, secondo lei, dovrebbe prendere la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
L'OPPOSIZIONE - Il capogruppo del Pd in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni, contesta l'atteggiamento del centrodestra: »Stupisce veramente la profonda spaccatura - sottolinea - L'istruzione è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista».
fonte: corriere.it - 28 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
No ai Presidi Meridionali: a Vicenza il Razzismo è Bipartisan
La cosa incredibile non è che esca fuori il razzismo (se si può parlare di razza in un'Italia dominata a turno o contemporaneamente da decine di popoli, dai greci agli spagnoli) presente in alcune regioni del nord.
La cosa insopportabile è che una tale porcheria sia stata votata anche dai rappresentanti del PD.
La deriva oramai intrapresa da questo partito, sempre all'inseguimento delle peggiori pulsioni delle destre, non conosce più fine.
Si aspettano le, comunque tardive, prese di distanza dei candidati alle primarie.
Una toppa che non potrà coprire l'orribile sbreco provocato dai consiglieri provinciali di quel partito!
martedì 14 luglio 2009
sabato 4 luglio 2009
Orizzonte scuola: Organici 2009/10: tutti i tagli confermati
Si è svolto giorno 2 luglio l' incontro per l'informativa sulla bozza di circolare sull'organico di fatto per il personale docente e ATA per l'a.s. 2009/2010. Per la parte pubblica erano presenti il Capo Dipartimento dott. Cosentino, il Direttore Generale dott. Chiappetta e i dirigenti dott.ri De Angelis e Palermo.
I tagli aggiuntivi previsti sono 5.003 posti che, sommati ai 37.101 tagli (comprensivi di 245 Dirigenze Scolastiche soppresse col dimensionamento) effettuati in organico di diritto, comportano un decremento di organico di 42.104 posti per l' anno scolastico 2009/10, nel rispetto di quanto previsto in Finanziaria.
Il dott. Chiappetta ha illustrato i vari aspetti dell'adeguamento degli organici, illustrando alcune tipologie di interventi idonei a raggiungere l'obiettivo di contenimento previsto e programmato:
1) un'ottimale utilizzazione dei docenti specializzati di lingua inglese;
2) una più attenta riconduzione delle cattedre a 18 h;
3) la completa utilizzazione del personale in esubero;
4) l'articolazione del tempo scuola secondo criteri e soluzioni idonei al miglior impiego delle risorse stesse.
I dirigenti scolastici dovranno acquisire l'autorizzazione dei direttori generali regionali prima di procedere all' attivazione di nuove classi, mentre sono già legittimati all'accorpamento delle stesse, in seguito alla contrazione degli alunni. Eventuali nulla-osta agli alunni potranno essere concessi solo per particolari e motivate situazioni, purchè non incidano sull' organico.
Tutte le OO.SS. hanno contestato la pervicacia con cui il governo porta avanti la politica dei tagli e dello smantellamento della scuola pubblica statale. In particolare la Federazione Gilda-Unams ha manifestato il suo totale dissenso per gli ulteriori 5.003 tagli che finiranno di distruggere la scuola pubblica. L'amministrazione ha però affermato che il taglio complessivo di 42mila posti è imposto inderogabilmente dal MEF perché deve portare materialmente al risparmio previsto in finanziaria onde reperire per il bilancio dello Stato economie non inferiori a 456 miliardi di euro per l'anno 2009.
A margine dell' incontro il dott. Chiappetta ha riferito che è in discussione tra le delegazioni del MIUR e del MEF la richiesta di autorizzazione alle assunzioni in ruolo per dirigenti, docenti ed Ata. Per i docenti in particolare l'autorizzazione dipenderà dagli esiti della verifica che si sta operando su tutti i posti vacanti e disponibili, dopo l'applicazione della riforma del 1° ciclo e i tagli agli organici di cui all'art. 64 della legge 133/08. Anche in questo caso l' ultima parola spetta pertanto al MEF.
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Orizzonte scuola: Tar ordina sospensiva decreto Graduatorie ad esaurimento
Il Comitato per la Tutela dei Diritti Umani e del Lavoro, con sede a Salerno esprime la propria soddisfazione per la sentenza Tar del Lazio che in data odierna, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Giuliano Gallotta ed Ennio De Vita ha ordinato la sospensiva del discutibile Decreto Ministeriale 42/09, che regola i termini e le modalità relative alla riapertura e all’ aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente nella scuola, con riferimento alla negazione, di fatto sancita dalla suddetta norma, del diritto di inserimento sulla base del punteggio nelle altre graduatorie provinciali a scelta dei candidati oltre a quella principale.
In sostanza, ai docenti salernitani che hanno presentato ricorso dovrà essere riconosciuta l'opportunità di poter figurare in graduatoria con la cosiddetta modalità a pettine, quindi rispettosa del punteggio acquisito, nelle province indicate nella domanda.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio ribadisce, quindi, con la sentenza di oggi, che il principio dell'inserimento in coda nella graduatore provinciali è profondamente lesivo nei confronti del merito e della professionalità acquisiti in anni di servizio nelle scuola nonostante alcune associazioni sindacali prevalentemente del Nord continuino ad opporsi ad una simile valutazione ad uso e consumo, evidentemente, di meri interessi di bottega e di una difficilmente condivisibile difesa regionalistica ad oltranza.
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Manifesto: E la Corte boccia la legge Gelmini: tagli illegittimi alla scuola
(La Ministra Gelmini fotografata mentre prova, senza successo, a pensare con la sua testa)
Stroncato il famigerato articolo 64 della manovra estiva dell'anno scorso sullo sviluppo economico: quella con cui il governo definiva i tagli per la scuola a partire dal prossimo anno. Tagli considerati da tutti i sindacati come insostenibili per il buon funzionamento della scuola pubblica, ma fortemente voluti dal governo e dal ministro Maristella Gelmini.
Ieri sera la Corte costituzionale, il cui parere era stato richiesto dalla regioni, si è pronunciata stabilendo la non costituzionalità di due punti e salvando invece l'impianto del decreto nel suo complesso ritenendolo di esclusiva competenza statale. I due punti che saltano, però, sono importanti e promettono di rimettere in gioco una buona fetta dei tagli previsti. Secondo i giudici della consulta, infatti, non può essere lo Stato a stabilire il «dimensionamento» della rete scolastica. In pratica, la chiusura delle scuole. Questa operazione, infatti, può essere fatta soltanto in accordo con le regioni in base al titolo V della Costituzione. Di contro, però, toccherà solo alle regioni e non anche allo Stato , trovare le soluzioni necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento delle scuole nei piccoli comuni.
Per Mimmo Pantaleo, segretario della Cgil-Flc: «Si tratta di un pronunciamento importante, che di fatto obbligherà a una marcia indietro sui tagli previsti. Bisogna tuttavia leggere con attenzione le motivazioni della sentenza per capire quali saranno le reali implicazioni». «Finalmente i nodi vengono al pettine - ha dichiarato al deputata del Pd Manuela Ghizzoni - La Gelmini e tutto il governo davanti alle proteste e ai rilievi dell'opposizione e del mondo della scuola non si sono mai fermati. Ora questa tracotanza trova una netta battuta d'arresto».
Ma vediamo la sentenza della Consulta più nel dettaglio. La decisione è la numero 200, firmata dal giudice Quaranta. Le regioni che avevano sollevato questione di illegittimità sono otto. L'articolo bocciato è il 64 comma 4, lettera f bis ed f ter, del decreto sullo sviluppo economico, convertito in legge con modifiche nell'agosto 2008. La motivazione è lunga ben 38 pagine. Nei punti salienti i giudici osservano che occorre «conciliare, da un lato, basilari esigenze di uniformità» di disciplina della materia su tutto il territorio nazionale, e - viene aggiunto - «dall'altro, esigenze autonomistiche che, sul piano locale-territoriale, possono trovare soddisfazione mediante l'esercizio di scelte programmatiche e gestionali rilevanti soltanto nell'ambito del territorio di ciascuna regione». Ed è proprio per questo che le norme riguardanti «la definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l'articolazione dell'azione di ridimensionamento della rete scolastica» hanno una diretta incidenza «su situazioni strettamente legate alle varie realtà territoriali». Dunque, spetta alle regioni decidere. La Consulta, però, nega che anche lo Stato debba farsi carico delle misure per ridurre il disagio degli utenti che soffriranno per la chiusura o l'accorpamento delle scuole nei piccoli Comuni.
Il ministro Gelmini ha espresso apprezzamento per la sentenza: «E' stata riconosciuta la legittimità dell'impianto complessivo del decreto legge - ha detto - i punti giudicati incostituzionali sono marginali e da tempo superati». Perché, dice il ministro «era già in corso un'intesa con le regioni».
Fatto sta che sono le regioni ad aver ricorso all'Alta Corte. E che la preoccupazione per il dimensionamento scolastico è molto sentita nei territori. «Gli 80 milioni di euro che il ministro voleva realizzare con questi tagli non potranno essere attuati. E' una vittoria dei bambini e delle famiglie», ha detto la senatrice del Pd Mariangela Bastico.
giovedì 2 luglio 2009
SIT-IN PRECARI DELLA SCUOLA DAVANTI AL PARLAMENTO 15 LUGLIO ORE 10.30
La manifestazione nazionale dei precari della scuola del 15 luglio sta ricevendo ogni giorno sempre più adesioni da parte della società civile, delle organizzazioni politiche di opposizione, di tutto il popolo della scuola.
Come organizzatori siamo soddisfatti che si colga finalmente l'importanza di far sentire la voce di chi nella scuola statale lavora e investe le proprie energie, schierandosi con chiarezza contro i progetti di dismissione, privatizzazione e aziendalizzazione voluti dalla ministra Gelmini e dalla maggioranza che sostiene questo governo.
Crediamo fermamente che la lotta per la difesa della scuola pubblica statale, contro i tagli e il progetto di legge Aprea debba avere un carattere unitario e inclusivo, ma questo non si traduce in una rinuncia rispetto ai contenuti e alle parole d'ordine con cui è stata indetta la manifestazione.
Intendiamo, quindi, richiamare l'attenzione sui punti della piattaforma su cui i comitati autorganizzati dei precari hanno convocato la manifestazione, affinché ogni adesione sia coerente con le nostre rivendicazioni.
1. Chiediamo il ritiro di tutti i tagli (circa 8 miliardi di euro) disposti con la legge 133/2008. La scuola pubblica statale italiana è stata vittima di un pesante ridimensionamento negli ultimi 15 anni, ad opera di governi di centrodestra e centrosinistra indistintamente, a vantaggio delle scuole private e confessionali. Riteniamo che sia necessaria una inversione di tendenza nelle politiche di finanziamento della scuola, e in questo quadro non accettiamo mediazioni al ribasso.
Nell'immediato risulta urgente il ripristino del "modulo" e delle compresenze nella scuola primaria; il riconoscimento del pieno diritto all'integrazione per i ragazzi diversamente abili, senza nessuna riduzione alle ore di sostegno; il rispetto della normativa sulla sicurezza; un'inversione di marcia r ispetto all'aumento degli alunni per classe e alla diminuzione del tempo scuola.
2. Chiediamo l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola sui posti vacanti e disponibili in organico di fatto e di diritto. Non basta richiamarsi ad equivoche e generiche "stabilizzazioni". Non basta richiamarsi al programma "mai attuato" del governo Prodi di assunzione di 150 mila insegnanti e 30.000 ATA in tre anni, che tra l'altro avrebbero coperto poco più dei pensionamenti.
Quello che chiediamo è che tutti i precari che lavorano da anni su posti vacanti, con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto, abbiano un contratto a tempo indeterminato.
3. Chiediamo il ritiro del disegno di legge Aprea. Non accetteremo nessuna mediazione su un progetto che comporta la fine della libertà d'insegnamento, garantita dalla Costituzione, in funzione della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici; la totale aziendalizzazione dell'istruzione, attraverso la t rasformazione delle scuole in fondazioni; la gerarchizzazione della classe docente, con l'introduzione di distinte figure professionali, la cui carriera sarebbe costantemente sottoposta alla ricattabilità di dirigenti e finanziatori privati.
Su questi tre punti chiari chiamiamo alla mobilitazione tutte e tutti i precari della scuola, i cittadini e le organizzazioni della società civile che vorranno essere con noi davanti al Parlamento il 15 luglio prossimo a Roma, ed alle iniziative proposte per l'autunno dall'assemblea nazionale dei precari della scuola.
Il movimento non si ferma, la Gelmini non passerà!
Il Comitato Promotore
(Il Comitato Scuola Siracusa aderisce alla protesta)
mercoledì 24 giugno 2009
Notizia Ansia. Gelmini- "in bocca al lupo ai maturandi": centodiciotto studenti colpiti da orchite!
Notizia tratta dall'agenzia ANSIA (da non confondersi con l'ANSA).
Il ministro dell'Istruzione Gelmini augura 'in bocca al lupo a tutti i ragazzi che stanno per iniziare gli esami di maturita'.
Alcuni irriverenti giornalisti (sicuramente comunisti) hanno collegato l'augurio della ministra all'anomalo aumento di casi di orchite nei giovani frai 18 e i19 anni fatto registrare nelle ultime ore.
'E' un momento unico e irripetibile nella vita di una persona', sottolinea Gelmini che ricorda: 'Io stessa, confesso, ero molto emozionata quando sostenni gli esami per l'abilitazione alla professione di avvocato nella mia Reggio Calabria.
Un pensiero speciale va ai ragazzi dell'Aquila che affronteranno gli esami in una situazione psicologica e logistica difficile' e dice: 'Mi raccomando ragazzi, non mollate'.
Anche qui (molto stranamente) si è avuta un allarmante aumento di ragazzi ricoverati con sospetti arrossamenti degli organi genitali.
giovedì 18 giugno 2009
Siccome le scuole paritarie costano...dobbiamo pagarle tutti!
La Gelmini al Corsera spiega: "Costituzione alla mano (sic!) voglio che tutti abbiano il diritto di scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria».
E continua: «siccome le scuole paritarie costano, sto pensando a una riforma che dia la possibilità di accedere a un bonus a chi vuole frequentarle. Un po' come già succede in Lombardia» (la regione governata dal ciellino Formigoni).
Quando gli si obietta come tale riforma comporti un costo aggiuntivo per l'erario, la ministra afferma che «sono tante le riforme che si possono fare risparmiando soldi e facendo funzionare la scuola».
Un esempio è lo scempio rappresentato dai tagli dello scorso anno che saranno riprodotti ed ampliati nel prossimo biennio.
Certo, per favorire le scuole cattoliche si può ben mandare in mezzo a una strada centinaia di migliaia di precari che lavoravano nella scuola anche da 10 anni!
Ministra Gelmini, se la legga bene la Costituzione, non la tenga solo in mano, vi troverà scritto che "Enti e privati hanno il dititto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato" (art. 33, III comma)
Rapporto OCSE ci dà ragione, dice la Gelmini: è vero? Analizziamolo.
La Ministra Gelmini con la sua nuova capigliatura. La testa, purtroppo, è sempre la stessa
La Ministra Gelmini esulta dichiarando che il recente rapporto OCSE sulla scuola dà ragione alle sue tesi e alle sue ricette sulla scuola italiana.
Ma cosa dice questo rapporto dell'OCSE?
Dice innanzitutto che la scuola italiana è agli ultimi posti fra i paesi OCSE e che si spende troppo per i risultati che si ottengono.
L'Ocse riconosce al governo italiano di aver messo in cantiere una riforma della scuola volta a «razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti» ( quale sarebbe questo sistema di reclutamento nuovo e razionale sarebbe interessante chiederlo ai signori dell'Ocse), ma (MA) viene sottolineata, tuttavia, la mancanza di un quadro complessivo e definitivo. In poche parole non è una riforma (ma di che stiamo parlando allora?).
Interessanti sono poi le conclusioni:
"andrebbero incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono".
Tutto il contrario della direzione in cui va la "riforma non-riforma" Gelmini che tagliando col macete scuole tecniche, insegnanti di sostegno e ore di studio penalizza proprio le fasce più deboli e soggette all'abbandono.
Prima di esultare, ministra, guardi bene se la palla è entrata in rete!
martedì 16 giugno 2009
Notizia Ansa, la Gelmini mandata a casa (alla faccia della popolarità)
La Gelmini, il Bimbominchia Giordano e fido Confalonieri mandati a casa alla presentazione di un libro (sic!).
di Bianca Maria Manfredi
MILANO - Tornano le proteste contro la riforma della scuola. Questa volta però non hanno la forma degli studenti universitari dell'onda ma di genitori e soprattutto insegnanti dell'assemblea delle scuole del milanese che hanno impedito oggi la presentazione al Mondadori Multicenter di Milano del libro di Mario Giordano '5 in condotta' con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. I primi ad arrivare, quando la sala era già gremita, sono stati il direttore del Giornale e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, subito dopo è arrivato il ministro.
Ma ancora prima che la presentazione iniziasse i rappresentanti dell' assemblea, cioé i genitori e gli insegnanti che si ritrovano intorno a Retescuole, si sono alzati in piedi con cartelli e bandiere gialle con scritto 'Vogliono distruggere la scuola pubblica. Io non ci sto' e 'Il governo dichiara guerra alla scuola pubblica. Io non ci sto'. Hanno distribuito pagelle in cui davano alla Gelmini zero in ogni materia e intanto hanno iniziato a parlare, a urlare 'vergogna', 'a casa', 'va a quel Pais', 'va' in Calabria furbettà, mentre qualcuno nel pubblico chiedeva di chiamare la polizia e di far uscire "i fascisti".
Mario Giordano ha tentato di prendere la parola, ma invano, così l'autore del libro ha ringraziato "i fascisti nel pubblico che sono il male del Paese" e se ne è andato con il ministro e Confalonieri. Così i manifestanti sono usciti, pronti però a ripetere l'impresa in futuro. "Ci facciamo un punto d'onore - ha detto uno di loro, Paolo Limonta - di accogliere la Gelmini ogni volta che viene a Milano. Faremo di tutto per svuotare la riforma e fare in modo che non sia applicata".
Dal canto suo, il ministro in un comunicato ha promesso che non si fermerà e continuerà a raccontare "le cose come stanno". Ha liquidato le proteste come "battaglie strumentali" portate avanti da chi "difende una scuola indifendibile. La scuola - ha aggiunto - non è proprietà di un gruppo organizzato e rumoroso di sinistra, ma appartiene al Paese". A sostenere la sua posizione è arrivato anche l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che era fra il pubblico. Anzi l'europarlamentare è andato oltre e ha parlato di "fascisti rossi e di corporazione talebana". La Mondadori in un comunicato ha denunciato il "pesante clima di intimidazione causato da un ristretto gruppo di facinorosi" ricordando che mai nulla di simile era capitato in una delle sue librerie. E lo stesso Giordano ha osservato che "evidentemente non è possibile parlare di scuola pubblica in modo sereno. Quando si impedisce di presentare un libro, la si dice lunga sullo stato della democrazia".
lunedì 8 giugno 2009
Per Daria niente esame di maturità
La meritocrazia gelminiana: niente codice fiscale niente esami di maturità.
NAPOLI - A scuola è bravissima, ma non ha il codice fiscale. E per questo non può fare l'esame di maturità. Daria è ucraina, parla 6 lingue e, nel suo paese, ha già il suo titolo di studio. Che, però, in italia non è valido: per questo ha dovuto rifare il liceo. Ma ora, giunta all'ultimo anno, l'ennesimo ostacolo. Daria è clandestina, non ha documenti e tantomeno il codice fiscale. E senza quel tesserino di plastica non può fare l'esame di Stato. La vicenda, riportata dal quotidiano "Il Mattino", si svolge al liceo Margherita di Savoia di Napoli.
E non è altro che la logica conseguenza delle nuove norme varate dal governo. Il ministero dell'Istruzione, infatti, per compilare l'anagrafe dello studente deve rilevare i dati relativi a ogni singolo candidato. Compreso il codice fiscale, che, successivamente, passerà al vaglio dell'agenzia delle entrate.
Un'operazione che deve essere fatta entro dopo domani. Siccome la circolare del 22 maggio 2009 del ministro Maria Stella Gelmini vuole che senza codice fiscale non si possa sostenere l'esame, per Daria il sogno di diplomarsi rischia di infrangersi per sempre.
Daria a Napoli vive insieme ai genitori: la
madre fa le pulizie ad ore, il padre il saldatore. A scuola, intanto, è scattata una vera e propria gara di solidarietà per aiutarla mentre i suoi compagni pensano di inoltrare una petizione.
da Repubblica.it
martedì 2 giugno 2009
Incredibile vicenda segnalata da Repubblica!
Viene da chiedersi: siamo ancora in uno Stato laico o ci avviciniamo a grandi passi verso uno Stato etico? L'Iran degli Ayatollah è così distante come pensiamo?
Un articolo si Salvo Intravaia tratto da Rebubblica.it
Professore sospeso per due mesi chiese: "Religione o altra materia?"
Prof sospeso dall'insegnamento per due mesi. Motivo? Ha chiesto ai propri alunni quanti avrebbero scelto l'ora di religione se la scuola avesse programmato anche una materia alternativa. Alberto Marani, docente di Matematica e Fisica (esponente dei Cobas della scuola) presso il liceo scientifico Righi di Cesena, per avere "osato chiedere" dallo scorso 20 maggio è stato allontanato dai propri alunni e rimarrà senza stipendio per due mesi. Riceverà il sussidio previsto i questi casi, pari a circa 600 euro mensili.
Il fatto è stato denunciato questa mattina dal portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, che bolla l'episodio come "attacco clericale alla laicità della scuola". "Dopo la vicenda di Franco Coppoli, docente di Italiano all'istituto Casagrande di Terni, sospeso per un mese per aver osato staccare il crocifisso nelle sue ore di lezione - continua Bernocchi - questo è l'ulteriore esempio di come la scuola pubblica sia ormai piena di integralismo violento contro chiunque metta in discussione l'invadenza clericale".
Secondo la ricostruzione del portavoce dei Cobas, Marani nei mesi scorsi ha predisposto un questionario che ha fatto compilare ai circa 70 alunni delle sue classi. Ogni studente doveva "indicare quale insegnamento avrebbe scelto fra religione cattolica, storia delle religioni e diritti umani". Un atto, evidentemente, intollerabile visto che l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna aveva chiesto di sospendere il docente per sei mesi. Soltanto l'intercessione dell'organismo di disciplina del Cnpi (il Consiglio nazionale della pubblica istruzione) ha mitigato la sanzione disciplinare abbassandola a 2 soli mesi.
Il risultato del questionario era stato effettivamente sorprendente: appena l'11 per cento dei ragazzi avrebbe scelto la religione. La stragrande maggioranza avrebbe optato per lo studio della storia delle religioni (il 24 per cento) e soprattutto per quello dei diritti umani (il 65 per cento). Fatto che ha anche indotto il Collegio dei docenti a deliberare "di offrire agli studenti la materia alternativa". Ma non tutti erano d'accordo. Gli insegnanti di religione cattolica hanno lamentato all'Ufficio scolastico regionale che Marani "avrebbe offeso, con quel questionario, il collega di religione". E' scattata così la sanzione, "inaudita e pesantissima", denunciano i Cobas.
L'ispettore che si è recato a scuola per occuparsi della vicenda ha diffidato il docente dal fare conoscere agli alunni i risultati dell'indagine. Aggiungendo una nuova accusa: avere affisso nelle bacheche della scuola, durante il bombardamento di Gaza, cinque immagini di Handala (il bambino palestinese scalzo e sofferente) dopo aver usato "addirittura" la stampante della scuola. Iniziativa considerata "estranea ai suoi compiti professionali".
