Che delusione, Presidente, aver letto le sue dichiarazioni, proprio nel giorno in cui migliaia di docenti, studenti, genitori manifestavano la loro preoccupazione per la riforma della scuola del governo Berlusconi!
E dire che in migliaia avevano sperato, se non in un suo intervento, almeno in una sua parola in difesa di un bene così prezioso come il diritto allo studio.
Migliaia di mail Le sono state indirizzate, ricevendo in cambio una dichiarazione di impotenza. Capisco il suo timore di provocare uno scontro istituzionale con l'esecutivo e non La biasimo.
Ma le sue dichiarazioni di oggi proprio non le capisco.
Lei dice "non si possono dire solo dei no" ed è vero, ma alcuni no si debbono dire! No allo smantellamento della scuola pubblica, no all'accantonamento di migliaia di lavoratori che con sacrificio e dedizione hanno retto la scuola italiana per anni, no all'abbandono a se stessi di migliaia di ragazzi e bambini diversamente abili cui è stata tolta ogni speranza di integrarsi nella scuola e nella società. I nostri no sono motivati....
....dalla realtà che viviamo e che Lei forse dall'alto del Colle non conosce abbastanza. Un esempio per tutti: Il ragazzo che seguivo io lo scorso anno per 18 ore settimanali e che aveva registrato progressi incoraggianti si è visto tolto l'insegnante specializzato e adesso è abbandonato a se stesso. Ha la programmazione individualizzata, non è capace di seguire il programma della classe, ma non ha un aiuto specifico e probabilmente sarà costretto a ritirarsi. Ed è solo un esempio, chieda ai docenti specializzati qual è la situazione generale. Lo sa che solo in Sicilia sono stati tagliati 1000 posti (cioè più di mille ragazzi hanno visto almeno una diminuzione delle ore di sostegno allo studio)?
Lei ha giustamente detto che "la nostra scuola, non dà ai ragazzi tutto quello che dovrebbe sul piano della formazione e della preparazione al lavoro", verissimo! Ma è tagliando risorse, ore di studio, personale che se ne migliora la qualità?
Presidente Le chiedo di ascoltare le voci di chi protesta in questi giorni con più attenzione, si accorgerà che non diciamo no per partito preso, ma per difendere un diritto garantito dalla Costituzione italiana di cui Lei è garante.
Emanuele Limpido
venerdì 17 ottobre 2008
Lettera aperta al Presidente Napolitano.
500mila a Roma, migliaia in tutta Italia

Grande successo dello sciopero dei Cobas.
500mila manifestanti a Roma 30.000 a Milano, quasi 2.000 a Catania dove si contava anche la delegazione del Comitato siracusano composta da 12(sic!) persone.
Quando capiremo che restando a casa continueremo a pigliarla in quel posto lì?
A Catania e Palermo qualche posto l'hanno cacciato fuori, qui da noi zero.
Vi siete chiesti il perchè?
Organizzeremo a breve una protesta sotto al CSA, spero di non ritrovarmi di nuovo in 12!
mercoledì 15 ottobre 2008
Che Fare?
I posti promessi in sede di convocazione, quando avevano la strizza che le bloccassimo e per questo ci mandarono contro 50 fra poliziotti e carabinieri (mancava solo l'esercito), non sono ancora arrivati nè si sa se mai arriveranno.
Salvatore Nocera vicepresidente FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)e responsabile dell'area normativo - giuridica dell'osservatorio scolastico sull'integrazione dell'ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN, risponde a una nostra domanda che "Per le ore di sostegno l’unica cosa possibile è il ricorso al TAR".
Ora, secondo il mio modesto avviso, le cose da fare sono:
1. fare un elenco dei ragazzi che hanno visto decurtarsi le ore di sostegno.
2. contattare una associazione di genitori disponibile a condividere con noi questa battaglia.
3. individuare uno o più avvocati disponibili a rappresentare gli interessi di questi ragazzi.
4. contattare, naturalmente, i genitori di questi ragazzi.
5. organizzare un bel sit-in sotto il CSA con tanto di megafono e annunciare l'inizio dell'azione legale.
Non vedo altre strade, la raccolta firme e il documento programmatico proseguano il loro corso ma è il momento di agire!
lunedì 13 ottobre 2008
Manifestazione del 17 a Catania
Per chi non potesse andare a Roma è stata organizzata una manifestazione gemella a Catania con partenza da piazza Roma alle 9,30. E' indispensabile essere in tanti, contattateci per organizzarci e partire insieme.
E chi si astiene dalla lotta...non mangia la pagnotta (versione soft, in realtà: .....è un gran fijo de 'na m.....)
domenica 12 ottobre 2008
La Gelmini scappa!
Apprendiamo dai giornali che il convegno pomposamente intitolato "la passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca" e che si doveva tenere venerdì 11 al Pirellone di Milano è stato annullato.
A nulla è valso precettare 150 dipendenti dell'assessorato all'istruzione per fare la claque all'avvocatessa di Reggio Calabria.
Ben maggiore sarebbe stato il numero di chi l'aspettava al varco per dirle cosa pensa della sua bella riforma.
Meglio annullare tutto, non siamo mica nello studio televisivo del buon Vespa o in quello ancor più comodo della Perego....
Meglio andare allora a San Patrignano, feudo amico, dove c'è la Moratti (che riuscì a "portare" in piazza 2 milioni di persone) a tenerle la mano e un pubblico selezionato di 50 studenti (certo non quei 500.000 che venerdì riempivano le piazze italiane) ad applaudirla.
Regione Toscana: ricorso alla Corte Costituzionale
Il governo dei federalisti vorrebbe imporre alle regioni italiane di adeguarsi entro il 30 Novembre ai tagli sulla scuola del decreto Gelmini-Tremonti pena il loro commissariamento!
"E' un atto arrogante, irresponsabile, irrispettoso e illegittimo contro il quale ci opporremo con ogni mezzo, compreso il ricorso alla Corte Costituzionale", ha commentato l'assessore all'istruzione della Regione Toscana Gianfranco Simoncini.
500.000 studenti in piazza contro la riforma Gelmini-Tremonti
Piazze piene in tutte le città per le manifestazioni degli studenti contro i tagli alla scuola.
almeno 40.000 a Roma e Napoli, più di 20.000 a Milano, Torino, Salerno; più di 10.000 anche a Bari, Venezia, Bologna, Genova e cortei un po' in tutte le città italiane.
venerdì 10 ottobre 2008
Lui si che ha ottenuto qualcosa!
SCUOLA: LOMBARDO OTTIENE DA GELMINI RASSICURAZIONI PER SICILIA
(AGI) - Palermo, 10 ott. - Incontro definito “proficuo” tra il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che si e’ svolto al ministero di Giustizia, presente il ministro Angelino Alfano. Secondo quanto riferisce lo staff del governatore, Gelmini ha assicurato l’impegno del governo per salvaguardare il rapporto di un docente ogni due allievi, smentendo cosi’ la voce che circolava sull’abolizione della figura dell’insegnante di sostegno al servizio dei diversamente abili. La titolare della Pubblica istruzione ha anche garantito che, utilizzando le economie programmate, con fondi dell’istruzione e della Protezione civile saranno assicurati interventi straordinari per la nuova edilizia scolastica e per la messa in sicurezza degli edifici gia’ esistenti. Nel corso dell’incontro si e’ anche affrontata la problematica delle criticita’ delle scuole nelle isole minori e nei comuni montani e disagiati. Il ministro ha garantito l’impegno per garantire la piena fruizione del diritto allo studio, in attesa di una dettagliata elencazione delle localita’ interessate. (AGI)
Pubblico un editoriale uscito sul Manifesto dell'8 Ottobre
A SCUOLA COL NEMICO di Alba Sasso*
Un gesto di scaltrezza politica quello di chiedere la fiducia sul decreto Gelmini sulla scuola. Dove l'urgenza rivendicata dalla ministra, ancora ieri su tutti i giornali, visto che il decreto scade il 31 ottobre e che ci sarebbe tutto il tempo per una discussione delle camere? In primo luogo il governo ha paura della sua stessa maggioranza. A cominciare dai mal di pancia della Lega sia sul maestro unico sia sulla chiusura delle piccole scuole. In secondo luogo si esercita, nonostante le resistenze di Fini, in prove muscolari. Gesti di sfida alla democrazia parlamentare. Ma c'è di più. Da dove provengono, in questi mesi, le più forti voci di dissenso, di contestazione, di una volontà sempre più chiara di infrangere la marea restauratrice che ormai sommerge il paese? Forse proprio dalla scuola. È da lì che viene un movimento sempre più deciso, forte e consapevole.
Tagli al massacro, una politica miope e retriva, il ritorno a una scuoletta degna di un paese in cui ancora re e preti la facevano da padroni. La scuola gelminiana è ben di più, e ben peggio, di quella della santa effigiata nei cortei, o dell'avvocatessa anti meridionale, che viene al sud a prendere l'abilitazione. L'urgenza di far cassa costruisce una filosofia e una pedagogia. La rabbia di tanti genitori emaestri, lunedì al presidio davanti Montecitorio all'annuncio del voto di fiducia, è di chi vede distruggere un modello di scuola costruito nel tempo, in un reciproco scambio di saperi, di relazioni, in una crescita comune. In una scuola che sempre più deve fare i conti con la pluralità delle storie e delle culture, con le diversità, col disagio e con l'eccellenza. E perciò deve individuare gli strumenti per migliorare, per andare avanti. E invece si torna al passato per decreto. Senza ascolto e senza coinvolgimento dei soggetti interessati. Disegnando il profilo di una scuola del pensiero unico. Autoritarismo da un lato, attacco culturale senza precedenti dall'altro.Un governo che compra lavagne luminose e riduce drasticamente il numero degli insegnanti, le ore di lezione. È il profilo di una scuola dei clienti e dei consumatori: l'ombra dell'homo berlusconiano a sua volta realizzato dai programmatori dei palinsesti televisivi. Quanto abbiamo sottovalutato la potenza devastante di questo strumento, e quanto poco abbiamo fatto per attrezzarci ad una sfida che non si poteva, non si doveva evitare. Piano, sono andati definendosi i contorni del buon italiano, che riduttivamente definiamo con gli archetipi del calciatore e della velina. Si tratta di modelli culturali di grande presa perché di forte attrazione.Maqualcuno deve aver capito che è nelle scuole, che si annida il nemico. Come le comunità di Fahrenheit 451, che custodivano la memoria dei libri, li mandavano amemoria, trasmettevano il sapere e la critica, l'analisi e il sogno, la conoscenza come dubbio e curiosità. È questa la scuola che ha continuato a sfornare nei decenni, cittadini, e non sudditi.
*Responsabile Scuola di Sinistra Democratica
Scuola: sciopero generale nazionale per l’intera giornata il 30 ottobre 2008
Comunicato unitario
Le Organizzazioni Sindacali FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA hanno registrato – in sede di tentativo di conciliazione – una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni.
Hanno, quindi, deciso di promuovere una forte mobilitazione di tutto il personale della scuola che comprende lo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di giovedì 30 ottobre.
Per tale giornata i sopraindicati sindacati scuola organizzano una manifestazione nazionale a Roma.
La proclamazione dello sciopero generale della scuola per il giorno 30 ottobre 2008, con una grande manifestazione nazionale a Roma, decisa unitariamente da tutte le Organizzazioni sindacali, è la risposta all'arroganza del Governo e della Ministra Gelmini che con le loro scelte stanno distruggendo l'intero settore della Conoscenza pubblica.
L'utilizzo dei decreti, il voto di fiducia alla Camera sul DL 137/08, e l'assenza di qualsiasi tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali sono figli di un'idea autoritaria di società e di istruzione e hanno l'evidente intento di indebolire la funzione del sindacato confederale.
Per ragioni esclusivamente economiche si demolisce la nostra Costituzione che ha proprio nella scuola pubblica, aperta a tutti, uno dei suoi principi fondamentali.
La scuola, l'università e la ricerca sono, infatti, considerate dal governo un puro costo e le mistificazioni ideologiche della Gelmini servono solo a coprire i tagli di Tremonti.
Con queste politiche l'intero sistema dell’istruzione pubblica viene ricondotto ad una cultura aziendalista.
Le tante iniziative promosse sul territorio dai sindacati unitariamente, dagli studenti e dalle famiglie, evidenziano un vasto fronte di protesta, che tende ad allargarsi contro questo disegno regressivo.
Lo sciopero generale e la manifestazione nazionale hanno l'obiettivo di unificare quel vasto movimento per costringere il governo a rivedere le proprie scelte e ad aprire il confronto, necessario per contribuire ad elevare la qualità dell'intero sistema della conoscenza.
Brunetta: : 'I prof. lavorano poco e sono ben pagati'
Renato Brunetta, ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, ieri ha detto che gli insegnanti guadagnano troppo: "I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e in maggioranza non sono neppure entrati per concorso, ma grazie a sanatorie. E poi 1.300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l´insegnamento è part-time e come tale è ben pagato".
Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola, risponde per le rime: "Senti chi parla, Brunetta da docente universitario prende quattro volte lo stipendio di un insegnante di scuola e ha un orario molto più ridotto. Parla delle ore di insegnamento ma si scorda quelle che il docente impegna per preparare le lezioni, aggiornarsi e valutare gli studenti. La sua uscita bizzarra contribuirà al successo del nostro sciopero e della manifestazione del 17 ottobre a Roma".
Fa eco a Bernocchi, Francesco Scrima, segretario Generale della CISL Scuola, che risponde a Brunetta e ribadisce le ragioni dello sciopero: "A fronte delle dichiarazioni gratuite, mortificanti e offensive del Ministro Brunetta, che ritiene eccessivo lo stipendio degli insegnanti, quello che rammarica è il silenzio del Ministro della pubblica istruzione che ancora una volta omette colpevolmente di difendere i suoi docenti dimostrando sempre più che la nostra scuola è orfana.
giovedì 9 ottobre 2008
Manifestazione del 17 a Roma
Chi volesse partecipare alla manifestazione di Roma del 17 dovrebbe contattarci immediatamente (Cristina si sta occupando delle prenotazioni).
Si parte in treno da Catania nel tardo pomeriggio di Giovedì e si rientra a Catania nella prima mattinata di sabato. Il costo del biglietto a/r è di 30 euro.
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martedì 7 ottobre 2008
Decisioni del comitato
Nella riunione del 7
Si è deciso di predisporre un documento da presentare assieme alla petizione che affronti le principali problematiche causate dalla riforma Gelmini-Tremonti. Chi fosse interessato a partecipare alla stesura del documento con temi, idee, proposte può contattarci alle mail indicate sulla home page o postare un commento qui sotto.
Resoconto Petizione Online
Superata anche quota 200!
Continua a gonfie vele la raccolta di firme online. Ottimo anche il successo del blog con più di 1000 contatti e 109 contatti unici ieri (significa che 109 persone diverse si sono collegate al nostro blog). Chi ne ha la possibilita inviti a firmare la petizione via email o attraverso forum e blog di categoria (io ho infestato la rete). Vi ricordo che di pari passo continua la raccolta firme "manuale", presto sarà organizzato un banchetto di raccolta firme ad Avola, attivatevi per farne in ogni città, è un'occasione per spiegare alla gente i guasti di questa orribile riforma della scuola.
lunedì 6 ottobre 2008
Canevaro e Ianes: “Dimissioni dall’Osservatorio sull’Integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione”
Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti.
Queste politiche scolastiche sono evidentemente gestite da finalità economicistiche, per risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli alunni e sulla credibilità della Scuola pubblica, come la vuole la nostra Costituzione.
In questo clima di “produzione sociale di ostilità, diffidenza, tensione”, anche la Pedagogia subisce un violento attacco.
Nel clima di rinnovato rigore scolastico, chi viene additato come responsabile dello sfascio, oltre naturalmente ai fannulloni? L’ideologo dei fannulloni e dei lassisti: il pedagogista, il pedagogista di Stato, la pedagogia, il pedagogese… Chi perdonava tutto, chi non ha polso, chi comprende tutto invece di punire, chi non ha le palle per imporsi, chi ci affumica con discorsi fumosi pseudofilosofici, chi non dava importanza alle discipline, il pedagogista debole, che ha indebolito la Scuola Italiana, ecc.
Ecco, a questo clima di strisciante, ma non troppo, denigrazione, come pedagogisti non ci stiamo. E non ci stiamo neppure ad essere membri di un Osservatorio per l’integrazione Scolastica degli alunni con disabilità di un Ministero della Pubblica Istruzione che si comporta nei fatti come stiamo vedendo, e come risulterà ancora più evidente nei prossimi mesi.
Forse la Ministra Gelmini sta cercando una nuova squadra di esperti che legittimi la sua visione (?) dell’integrazione? Non sarà facile trovarli tra i pedagogisti speciali, se sapranno leggere tra le righe della sua dichiarazione in occasione della sua audizione alla Camera:
“E’ nello stesso spirito, nello spirito di una scuola che sia realmente per tutti, che affermo il diritto all’istruzione di chi presenta abilità diverse. Gli obiettivi didattici, le metodologie e gli strumenti devono essere personalizzati e coerenti con le abilità di ciascuno per definire i livelli di apprendimento attesi. Molte sono le buone pratiche costruite su competenza, professionalità, disponibilità e impegno delle diverse componenti scolastiche, dagli insegnanti di sostegno agli insegnanti curricolari, dai dirigenti scolastici alle associazioni. Occorre far tesoro dall’esperienza. Il mio impegno è indirizzato ad ascoltare le esigenze, le criticità, le proposte delle famiglie e di tutte quelle realtà associative che si occupano di disabilità al fine di individuare insieme anche percorsi formativi più adeguati al bisogno con la necessaria flessibilità, superando le rigidità che non sono coerenti con l’azione educativa”.
Con queste righe ci dimettiamo dunque dall’Osservatorio per l’integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e confermiamo il nostro continuo impegno per migliorare la Qualità dell’inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali.
Andrea Canevaro e Dario Ianes