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mercoledì 29 ottobre 2008

Tagliano 8 miliardi alla scuola ma si aumentano lo stipendio!

Il parlamento ha votato all'unanimità un aumento di stipendio per i parlamentari di ben 1.135 euro al mese (praticamente lo stipendio di un professore "fannullone").

Ricordiamo lo stipendio di un onorevole 19.150 euro + 4.030 euro per il proprio portaborse (generalmente un familiare) + 2.900 euro come rimborso per le spese di affitto + una indennità di carica tra i 335 e 6.455 euro!
A questo si deve aggiungere:
telefono cellulare, viaggi (aereo, treno, trasporti urbani), cinema, teatro, piscine e palestre, cliniche, assicurazioni, francobolli, auto blu con autista e perfino ristorante (dovessero mai dimagrire). Tutto rigorosamente AGGRATIS!!!!
Si vuole tegliare la spesa pubblica? Comincino a dare loro il buon esempio tagliando gli sprechi del denaro pubblico a loro vantaggio!

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lunedì 27 ottobre 2008

Avola, nonostante il maltempo più di 300 firme raccolte.

Purtroppo la giornata non è stata delle migliori, il punto raccolta firme non era quello che avremmo voluto (ad Avola le piazze sono un cantiere aperto da più di un anno!), ma la gente ha risposto ugualmente, molti si sono fermati per informarsi su una "riforma" che è passata come la riforma del grembiulino, alcuni non hanno voluto firmare perchè per loro la scuola italiana va cambiata. Anche per noi va cambiata, ma in meglio!

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domenica 26 ottobre 2008

Venerdì picco di contatti al blog

Ben 472 persone hanno visitato il nostro blog venerdì 24.
Considerando che ha meno di 2 mesi di vita possiamo dire che si difende bene!
Invito aderenti e simpatizzanti del Comitato a inviare contributi da pubblicare alla mail: limpido@tele2.it
I più interessanti saranno senz'altro pubblicati

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venerdì 24 ottobre 2008

Le agghiaccianti dichiarazioni di Cossiga a QN

"Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera' ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita'.
Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno", ha continuato. "In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...."

Cosa dire delle deliranti dichiarazioni di Cossiga:
"Lasciar fare gli universitari Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri", ha affermato Cossiga. "Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti" - ha sottolineato - "Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'".
Ora, è vero che il personaggio non ha mai dato prova di grande equilibrio (mentale soprattutto) e che la demenza senile attacca anche i migliori cervelli (fra i quali non mi sembra possa inserirsi quello di Cossiga) ma di certo pensare che un tipo così sia stato Presidente della Repubblica lascia, come minimo, un po' interdetti.

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giovedì 23 ottobre 2008

Superenalotto: a Catania il 6 da 100 milioni di euro vinto da un precario!


Incredibile! a Catania un precario sogna la Gelmini e fa 6 al superenalotto!

Finalmente è successo! la "beata ignoranza" ha fatto il miracolo e adesso potrà essere "santa subito". Comparendo in sogno a un precario di Catania nell'atto di mangiare una fetta di pane di Matera spalmato di 'nduia calabra, ha permesso, grazie alla smorfia napoletana, di realizzare la più grossa vincita di una lotteria nazionale. Il precario, di cui per ragioni di privacy non possiamo fare il nome, ha dichiarato che si recherà in pellegrinaggio a Reggio Calabria, ex residenza della beata (futura santa) dove bacerà la cartuccera dove erano contenuti i temi già svolti che la beata Gelmini recava con sè durante l'esame di abilitazione alla professione.
Ha anche dichiarato che regalerà due paia di forbici d'oro: una a Renatino, il parrucchiere personale di Mariastar, rifugio dalle intemperanze degli infedeli contestatori, e la seconda al padre adottivo di lei Giulio Tremonti che le utilizzerà per continuare a praticare il suo hobbie preferito: tagliare i poveracci!

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Quel sorriso che la Gelmini ha tagliato

Dalla Rebubblica di Bari pubblichiamo la lettera della maestra di Rosanna, una bambina down che, con la riforma della scuola vedrà dimezzate le sue ore di sostegno
di Olimpia Riccio

Caro direttore, sono la prof di sostegno di Rosanna, una piccola dolcissima bambina down di undici anni iscritta in prima media. Tutte le mattine mi vola tra le braccia e ci "ricarichiamo" a vicenda.

È cambiato tutto per lei: la scuola, gli insegnanti, gli amici, la misura dei banchi, il luogo in cui si va al bagno, i quadretti appesi ai muri, il colore delle pareti. Inoltre la scuola media è più astratta, i contatti con le persone più distanti.

È entrata in questo cavolo di mondo degli adulti, che non piace a nessuno, né piccoli né grandi eppure si perpetua come autocreazione o per inerzia. Come fare a spiegare a Rosanna che i suoi bellissimi abbracci avvolgenti come copertine vanno diradati perché lei cresce?

Come fare a dire a Rosanna che le sue spontanee battute sagaci "interrompono" la lezione? Come fare a "disciplinare" una bambina legata al calore delle proprie emozioni, capace di "scongelare" chiunque con una carezza soffice?

Rosanna è una bambina felicemente down, grazie ad una straordinaria famiglia che l´ama e favorisce le sue relazioni amichevoli e sociali. E come si fa a non amarla? A scuola è bastato presentarla a colleghi, collaboratori, personale di segreteria e preside perché negli occhi di tutti si accendesse la tenerezza.

È la magia dell´abbraccio di Rosanna.

Però non tutti l'amano. Il ministero della Pubblica Istruzione, per esempio, non l´ama. Le ha tolto 18 ore di sostegno per dargliene solo 9 alla settimana. Intanto i professori curriculari fanno miracoli seguendo Rosanna e classe di 20 vivacissimi alunni.

Però Rosanna impara solo se ha qualcuno per sé, che le presti attenzione: giocosa, continua, solidale, affettuosa ed ha il bisogno impellente di essere "traghettata" nella scuola media. Il termine "taglio" coniato ultimamente nella politica scolastica e non, rende bene l´idea: si prende un bel paio di forbici e si amputa la vita, già difficile, dei bambini diversabili, piccoli angeli disarmati di fronte ad una società troppo complicata per loro.

Così Rosanna, durante la mattinata, se non ha qualcuno per sé, piange, si arrotola i capelli tra le dita e se li strappa.(lo farei anch´io).

E io non posso farci niente? Grazie a Dio ci ha pensato Elisa, mamma di Rosanna, varando una petizione sul sito www.petizioni.tiscali.it/bastaaitaglisulsostegno.

Vi prego: firmate e diffondete, quello sui bambini diversabili è un taglio che "non s´ha da fare". Altrimenti non ci resterà altra soluzione che portare Rosanna a Roma ad abbracciare (e a scongelare) il ministro Gelmini da parte di tutti i bambini diversabili d´Italia.

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Berlusconi vada a giocare a soldatini con i suoi nipotini…

Invece di cacciare gli amici dei camorristi dal suo governo, Berlusconi ha aperto la caccia contro gli studenti italiani, colpevoli di non apprezzare gli atti della Gelmini e i tagli forsennati imposti dal suo governo alla ricerca e all'università.
Lo afferma l’on. Claudio Fava, Segretario Nazionale di Sinistra Democratica.
Facciamo appello - prosegue il leader SD - al senso di responsabilità dei Rettori per evitare che venga compromessa, in nome di un'idea squadrista della politica, l'inviolabilità delle università italiane.
Al premer - conclude l’on. Fava - consigliamo, affettuosamente, di andare a sfogare le proprie smanie in qualcuna delle sue ville, giocando con i soldatini insieme ai suoi nipotini.

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...e anche la tivù di regime fa il suo sporco lavoro: YouTube - Striscia la notizia sputtana Studio Aperto sulla Gelmini

YouTube - Striscia la notizia sputtana Studio Aperto sulla Gelmini, clicca per guardare il video

Incredibile! Neanche i mistificatori sono più quelli di una volta!

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mercoledì 22 ottobre 2008

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo

Lettera a un poliziotto
di Mario Tirino
Caro agente,
quando domani i tuoi capi ti inviteranno a sgomberare l'Università in cui è iscritta tua figlia, o tuo figlio, per un attimo chiudi gli occhi, prima di alzare il manganello e iniziare la repressione.
Guardali, i tuoi figli, barcamenarsi tra un presente incerto e precario e la pura bellezza dei loro sogni, mentre studiano, lavorano e si sacrificano in strutture fatiscenti, con poca qualità e mezzi ancor inferiori, per costruirsi il loro futuro.
Pensa, caro poliziotto, a quanti sacrifici, quante notti di lavoro, quali rischi e quanta fatica hai affrontato tu, per permettere loro una vita migliore.


E pensa, caro poliziotto, per un attimo solo, alle ragioni della loro generazione: vittima della precarietà lavorativa, e quindi economica ed esistenziale. Pensa a come la scuola e l'università siano l'unico mezzo, per chi non ha soldi e santi in Paradiso, per garantire, come hai fatto/stai facendo tu, una possibilità di futuro più dignitoso ai propri figli.
Pensa, fratello agente, a come qualcuno ti sta usando e strumentalizzando, per sostenere altre ragioni. Quelle di una scuola di serie A in mano ai privati, che potranno permettersela, e una scuola di serie B, per tutti i poveri cristi che lavorano dalla mattina alla sera e che avranno come figli altri poveri cristi che lavoreranno dalla mattina alla sera senza potersi costruire nulla di diverso.
Non ti chiedo caro poliziotto di venire meno agli ordini che ti daranno.
Non puoi.
Ma quando tornerai a casa la sera, dopo aver compiuto il tuo crudele dovere, guarda negli occhi tua figlia, tuo figlio. E con tutto il coraggio che hai dimostrato nel corso della tua vita onesta, sussura loro poche parole: "Scusatemi, sono con voi"

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Martedì 28 ottobre ad Avola ore 20.00, salone Paolo VI (via Linneo 8)

I giovani di Azione Cattolica e la parrocchia di San Giovanni Battista di Avola promuovono un incontro il 28 ottobre dal titolo: "Risparmiare proprio sui deboli?"

"Perchè accanirsi contro la scuola?
Mentre gruppi finanziari dissestati ed enti locali indebidati vengono salvati da chi paga le tasse, nonostante gli stipendi d'oro dei loro dirigenti, circa 100.000 precari della scuola non avranno il rinnovo del contratto.
Migliaia di alunni diversamente abili non avranno l'insegnante di sostegno, la lotta agli sprechi colpisce in realtà i più deboli non toccando i privilegiati."

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La Gelmini l'ha detto a papà Silvio


"Papino, papino, mi maltrattano difendimi tu"

E il papà interviene, con la figlioletta un po' tarda accanto minaccia: "avviso ai naviganti. Vi mando la polizia!"
Veramente grottesco! Ci sarebbe da ridere se l'allarme democrazia non toccasse il codice rosso con le minacce del premier.
Vietato disturbare il manovratore, come ci si permette, in questo clima idilliaco, con i sondaggi che indicano un gradimento bulgaro, di sporcare l'immagine linda del "tutto va bene madama la marchesa"!
E il bello è che continuano a dire che è tutta colpa della sinistra (ma dov'è?), non si sono ancora accorti che fra chi protesta ci sono moltissimi dei loro elettori!
Caro Presidente, cara Ministra, rassegnatevi, la protesta è solo all'inizio. Mandateci pure l'esercito, continueremo a lottare per difendere il futuro dei nostri figli, la nostra professione, la scuola pubblica italiana.

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Quando la realtà supera la satira!

Incredibile estratto dal Corsera. La Ministra per evitare la contestazione va dal parrucchiere. E il fidanzato bullo minaccia!

È il giorno dopo la grande contestazione. Il ministro Mariastella Gelmini parla a un pranzo, in attesa di intervenire al convegno «Educazione e libertà» organizzato da Gaetano Quagliariello (Pdl), presidente della fondazione Magna Carta. Non si è spaventata, ma mentre sfilava il corteo non è andata al Ministero. «Sono rimasta all’Eur. Mi hanno consigliato di evitare viale Trastevere». Se n’è andata da Renato, il suo parrucchiere. «Gli ho telefonato dicendo: adesso i giornali ti fanno diventare famoso». Cerca di non dare peso agli insulti di studenti e insegnanti. «Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io, ma contro chi ti insulta non posso fare nulla perché sono troppi.»

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La Gelmini scappa ancora! Palermo invasa dagli studenti anti-Gelmini - YouReporter.it


Palermo invasa dagli studenti anti-Gelmini - YouReporter.it

Ancora una volta la pavida Ministra scappa di fronte alla contestazione. Non le resta che il tinello di casa sua!

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martedì 21 ottobre 2008

...e la stampa di regime fa il suo sporco lavoro!

Oltre all'ostracismo delle TV, pronte a ospitare i vari Gelmini e Brunetta in assenza di contraddittorio e anzi con l'imbarazzante impiego di squallidi figuri più simili a viscidi valletti che ad altro, ci dobbiamo guardare anche da una imbarazzante (per la democrazia) stampa di regime che mistifica puntualmente la realtà ad uso e consumo del proprio padrone o di qualche beota pronto a bersi le loro balle.

Spiccano in questa squallida gara il Giornale dell'eterno efebo Giordano e il Tempo di Roma il cui direttore cinguettava l'altra sera da Vespa (altro leccaculo di livello) con "Brontolo" Brunetta.
Nel Giornale del fratello di Berlusconi spicca un'intervista alla ministra per le politiche giovanili Meloni, nella quale in sostanza dice che gli studenti sono dei pirla guidati dai propri prof. verso la protesta e che studenti e docenti non possono avere gli stessi obiettivi perchè hanno interessi opposti (?)
Il Tempo addirittura si spinge a dire che a Trieste i prof. avrebbero minacciato gli studenti che chiedevano il regolare svolgimento delle lezioni di bocciatura (sic!)

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Famiglia Cristiana contro le classi-ponte: “prima mozione razziale approvata dal Parlamento italiano"

E' la “prima mozione razziale approvata dal Parlamento italiano" che fa "scivolare pericolosamente la scuola verso la segregazione e la discriminazione: anziché ‘classi ghetto’ servirebbero classi ordinarie con ore d’insegnamento della lingua.

SI DICE "CLASSI PONTE"
LEGGASI "CLASSI GHETTO"

Per il ministro Gelmini le "classi di inserimento" per bambini immigrati «non sono un problema di razzismo, ma un problema didattico». Per Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia, sono «un provvedimento di stampo razzista».


La Lega cavalca l’onda e va all’arrembaggio dell’immigrato. La "fantasia padana" non ha più limiti, né pudore. Prima le impronte ai rom, poi il permesso a punti e i 200 euro per il rinnovo, poi l’impedimento dei ricongiungimenti familiari, e ora una mozione, avanzata a sera tardi in Parlamento, per le classi differenziali, col pretesto di insegnare l’italiano agli stranieri. Il problema dell’inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono "criptorazziste", non di integrazione.

Chi pensa a uno "sviluppo separato" in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua si chiama "apartheid", andata in scena in Sudafrica per molti anni: autobus, cinema e scuole separati. L’onorevole Casini ha parlato di proposta vergognosa: «Di questo passo, andrà a finire che ai bambini delle classi separate cuciranno sul vestito la lettera "i" come immigrato». E il Secolo d’Italia, quotidiano di An, nel tentativo di frenare la Lega, ha scritto: "Scordatevi l’apartheid".

La questione dell’italiano è solo una scusa. Tutti sanno che le cosiddette "classi di inserimento" non sono efficaci. I risultati migliori si ottengono con classi ordinarie e con ore settimanali di insegnamento della lingua. In Italia questo, in parte, avviene. Lo prevedono le "Linee guida" (2006) dell’allora ministro Moratti per l’accoglienza degli alunni immigrati, approvate anche dalla Lega. C’è un progetto che prevede un finanziamento di 5 milioni di euro per insegnare tre diversi livelli di lingua italiana. Il Governo potrebbe rispolverarlo e far cadere (per amor di patria) la prima "mozione razziale" approvata dal Parlamento italiano. Oppure, guardare a esperienze come a Firenze dove un pulmino passa a prendere i bambini stranieri a scuola, li porta ai corsi d’italiano e poi li riporta in classe.

La mozione, poi, va letta fino in fondo. Prevede che i bambini immigrati, oltre alla lingua italiana, debbano apprendere il «rispetto di tradizioni territoriali e regionali», della «diversità morale e della cultura religiosa del Paese accogliente», il «sostegno alla vita democratica» e la «comprensione dei diritti e dei doveri». Qualcuno sa dire come spiegarlo a un bambino di 5-6 anni, che deve ancora apprendere l’italiano?

Se l’integrazione è un bene (tutti la vogliono), dev’essere interattiva. E allora, perché non insegniamo agli alunni italiani il rispetto delle "tradizioni territoriali e regionali" degli immigrati? Ha detto bene il cardinale Scola: «I buoni educatori devono saper favorire l’integrazione tra le culture, che è una ricchezza per tutti». Il rischio, altrimenti, è una società spaccata in due, di cui una con meno diritti dell’altra.

Alle difficoltà reali si risponde con proposte adeguate, come s’è fatto col maestro di sostegno. In Italia non abbiamo più classi speciali per portatori di handicap, ci sono scuole dove sordi e muti stanno insieme a chi parla e sente. La mozione approvata dal Parlamento fa scivolare pericolosamente la scuola verso la segregazione e la discriminazione. Si dice "classi ponte", ma si legge "classi ghetto".

Negli anni Sessanta, quando bambini napoletani, calabresi o siciliani andavano a scuola a Novara, nessuno s’è sognato di metterli in una "classe differenziale" perché imparassero italiano, usi e tradizioni del Nord, né di far loro dei test d’ingresso. Perché ora ci pensa il novarese Cota?

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