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venerdì 27 febbraio 2009

Lettera aperta al Presidente Napolitano.

Pubblichiamo la lettera al Presidente del Forum dei Precari.

Gentile Presidente Napolitano
Con vero piacere abbiamo accolto ieri le sue tardive parole, circa i tagli indiscriminati che vengono effettuati per l'Università e la ricerca.

Il piacere maggiore consiste nel fatto che già più volte ci eravamo appellati a Lei, nel nostro immaginario, figura massimamente rappresentativa dell'idea di Stato. Lo Stato Italiano, fino ad oggi liberale e altamente democratico, che a nostro parere aveva in Lei un ottimo rappresentante: una persona morigerata, ma non ignava, che finora aveva sempre combattuto per i valori sani e per la giustizia.

Non le nascondiamo la delusione provata quando ha deciso di non accogliere l'invito di buona parte degli operatori e degli utenti della scuola a non sottoscrivere gli intenti disfattisti dell'attuale governo; abbiamo pensato che lo Stato si fosse prostrato acriticamente agli interessi particolari. Poi la sua dichiarata vicinanza a chi, come noi, sta perdendo il lavoro, esposta nel discorso di capodanno che, lo confessiamo, avevamo percepito come una posizione di circostanza.

La nostra impressione era che a nessuno nei fatti interessasse nulla dei precari della scuola, usati per anni (a volte anche 20/30), illusi e poi gettati perchè vecchi, inutili, ignoranti, fannulloni, e come se non bastasse spesso "meridionali" e di sinistra. In pratica una parte d'Italia (si parla di 150000 persone), da dimenticare, abbattere, ignorare, far finta che non è mai esistita.

A distanza di pochi mesi la sua posizione sul caso Eluana e ancora di più le sue ultime affermazioni ci hanno aperto uno spiraglio di speranza: lo Stato c'è, è vigile e cosciente. Non siamo soli, non siamo in balia di una non opposizione martoriata dai suoi problemi interni, non siamo in balia di un governo impegnato - ma solo a parole - a SALVARE l'Italia e a superare la CRISI FINANZIARIA, ma che si è completamente scordato degli italiani, dei loro problemi e dei loro portafogli. Che a dispetto delle politiche mondiali, soprattutto anticrisi, taglia sul lavoro, taglia sulla scuola, che in pratica ci toglie il futuro.

Grazie ancora Presidente, perchè le sue parole sono stato un unguento sulle ferite inferte alla nostra speranza dai "tagli indiscriminati", come lei li ha giustamente definiti. Un solo appunto, Presidente, non lasci che le sue parole siano solo un monito già debitamente schivato dalla tempestiva replica del Ministro Gelmini, cerchi di fare tutto ciò che è in suo potere per ribellarsi al futuro di miseria che incombe sugli italiani già economicamente più deboli. Con particolare riferimento al Sud Italia, che nessuno come lei sa essere sempre il fanalino di coda nell'interesse del Governo.

Ma soprattutto si ricordi che i precari della scuola non sono figli di un Dio minore e che l'istruzione va salvata TUTTA, dagli asili all'università, perchè noi siamo la speranza, perchè noi siamo il futuro. Certi di un suo interessamento le porgiamo le nostre cordialità!

FORUM PRECARISCUOLA ( http://precariscuola.135.it )

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la Tecnica della scuola: Precari, si fa dura: anche gli annuali penalizzati

(estratto di un articolo pubblicato su La Tecnica della Scuola)

Riflettori sempre più puntati sui precari della scuola: a pochi giorni dalla riapertura delle graduatorie ad esaurimento, si acuiscono le polemiche sul destino di decine di migliaia di docenti e Ata destinati a rimanere fuori dal “giro” delle supplenze annuali. Il Miur ha infatti confermato in toto l’intenzione di portare avanti i tagli previsti in Finanziaria: decisione che solo nel 2009 annullerà più di 41.000 cattedre ed circa 15.000.
Il futuro, del resto, si fa complicato anche per gli oltre 140.000 aspiranti a supplenze per l’intero anno scolastico (in pratica un docente italiano ogni sei). Tutto nasce dal disegno di legge 207 approvato a fine anno con il quale, all’art. 36, sono state di fatto prorogate al 31 agosto 2009 le procedure per le eventuali immissioni in ruolo (sembra circa 20.000, Ata compresi). Uno slittamento conseguente alla partenza ritardata di tutta la macchina degli organici, derivante in primis dalla proroga delle iscrizioni a fine febbraio.

Ci rimetteranno così i precari, ad iniziare da quelli che puntano alle nomine annuali. Nomine che da alcuni anni vengono gestite, almeno nei principali centri, dalle scuole Polo. Risultato: molti supplenti, anche quelli da nominare su posti vacanti, rischieranno fortemente di arrivare in classe ad anno scolastico iniziato. Ben oltre, quindi, la programmazione annuale attuata da Collegi dei docenti, dai Consigli di classe e Dipartimenti entro la prima decade di settembre. Arriveranno, in pratica, a giochi fatti: peccato che molti di loro, soprattutto in realtà scolastiche periferiche e poco appetibili, ricoprano ormai stabilmente incarichi centrali nell’ambito dei progetti funzionali al Pof, dei corsi di recupero e anche delle funzioni strumentali.

Il 24 febbraio a questione è stata sollevata alla Camera dall’on. Tonino Russo (Pd), ma l’ordine del giorno che la conteneva, il n. 57, è stato bocciato. Il messaggio del Governo è chiaro: la norma, almeno per il 2009, non si tocca. “Ora però qualcuno dovrà rispondere alle famiglie, quando troveranno le classi senza insegnanti o forse, ormai, anche la scuola è considerata un parcheggio – commenta amaramente Marcello Pacifico, leader dell’Anief -. Il Parlamento poteva correggere gli intenti del Governo ma ha bocciato l’OdG n. 57, ora tocca al Ministro spiegare cosa intende fare per garantire il corretto avvio dell’anno scolastico. Dopo tanti anni la scuola precipita in un buco nero e gli Usp piombano nel caos”. Il sospetto, sempre per il Presidente Anief, è che allo Stato in fondo faccia comodo rimandare di un mese le nomine annuale: “il vero obiettivo – dice – è di risparmiare 140.000 stipendi per un mese per un totale di 300 milioni di euro”.

Intanto anche sul fronte della riapertura delle graduatorie giungono indiscrezioni poco rassicuranti per i docenti non di ruolo desiderosi di spostarsi per assicurarsi il lavoro: per chi cambia provincia si va infatti verso la conferma, malgrado il Tar del Lazio si sia espresso diversamente, del dirottamento in coda. In compenso però sembra anche che i sindacati abbiano ottenuto la possibilità di far inserire coloro che cambiano provincia anche in più di una località (si parla di tre opzioni massime).
Una possibilità che potrebbe peraltro costare “cara” a chi entrerà in ruolo lontano da casa: nel DdL Brunetta appena approvato al Senato si prevede infatti l'obbligo per i neoimmessi in ruolo di permanenza per ben cinque anni nella sede di prima nomina. Per i precari della scuola, è il caso di dire, si fa sempre più dura.

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la Repubblica: Scuola povera, l'Istat conferma "Italia cenerentola d'Europa"

(la Repubblica del 25 feb)
di SALVO INTRAVAIA

Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all'Istruzione. Il dato è stato pubblicato due giorni fa dell'Istat nell'annuale resoconto sulle "Spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche italiane per funzione". Solo in Germania e Grecia la spesa per l'istruzione è percentualmente più bassa rispetto all'Italia, tutti gli altri paesi dell'Ue a 15 stati spendono di più. Il dato è del 2007 e non tiene conto della manovra del governo Berlusconi che taglia impietosamente su scuola e università. Ma è sufficiente a spiegare che dal 2000 ad oggi la spesa per la scuola pubblica è in calo.

E in Europa? Le cose vanno diversamente. I 15 paesi dell'Ue dirottano sull'Istruzione in media il 10,5 per cento della spesa complessiva: una cifra di gran lunga più vicina a quella sostenuta per Sanità (13,3) e per Servizi generali (14,9). E questi dati, per l'Italia, sembrano destinati a peggiorare. La manovra finanziaria dell'esecutivo taglierà nel prossimo triennio quasi 8 miliardi alla scuola (quasi tutti sul personale) e oltre uno e mezzo sull'università.

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Il Manifesto: Addio graduatorie, docenti scelti dalle fondazioni private

In arrivo il ddl Gelmini su reclutamento e formazione.
(Dal Manifesto del 24 scorso)
di Giacomo Russo Spena

Graduatorie messe in soffitta, così come i concorsi pubblici e la Ssis. Il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini sta sferrando, con un ddl sul regolamento per la formazione e il reclutamento dei docenti, il colpo finale al sistema formativo: la logica aziendalistica dell'equilibrio di mercato tra domanda e offerta degli insegnanti deve sostituire, secondo lei, il vecchio modello. Per porre fine al precariato e snellire la burocrazia.

Il disegno di legge, ora sotto l'osservazione del Cun (Consiglio universitario nazionale), è ancora una bozza ma già si intravedono le linee guida caratterizzanti. Chiusa per sempre la Ssis (il prossimo 30 aprile usciranno quelli dell'ultimo ciclo, i quali andranno a rinvigorire il già ricco numero di precari) per diventare docenti si dovrà seguire un articolato percorso, differenziato in tre corsi, a seconda dell'insegnamento.

Le possibili scelte sono tre: scuola d'infanzia e primaria, quella secondaria di primo e secondo grado e, infine, per le discipline artistiche musicali e coreutiche della scuola secondaria. Se per accedere alla Ssis era indispensabile una laurea tradizionale (5 anni), adesso è sufficiente quella triennale di primo livello con questi nuovi corsi, sostitutivi della specialistica, che sono a numero programmato con prova di accesso svolta contestualmente a livello nazionale. E si concludono con esame finale abilitante. Ma la vera novità è rappresentata dal tirocinio, di durata di un anno, differenziato relativamente al grado scolastico di riferimento.

«Sembra che il governo continui a smantellare l'istruzione pubblica», dichiara Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil che comunque prima di dare giudizi definitivi sul nuovo ddl aspetta di vedere la proposta finale: «In questa fase transitoria meglio esser cauti». Di certo, il nuovo provvedimento di Gelmini continua con la privatizzazione del sistema scolastico. Con la scomparsa delle graduatorie gli aspiranti docenti, finiti i corsi biennali e superato l'esame di abilitazione, si iscriveranno in un registro regionale in cui le fondazioni private "attingeranno" per completare il personale dell'istituto. Quindi non sarà più lo Stato a garantire la chiamata, ma saranno le nuove scuole-azienda (con tanto di consigli d'amministrazione) a scegliere il candidato da assumere. In questo modo si privilegiano i meritevoli, spiega Gelmini. Ma quali? Forse coloro che concordano, come previsto nel ddl Aprea, il 30% del proprio programma scolastico direttamente col ministero dell'Istruzione.
Intanto i precari della scuola aumentano. L'anno prossimo ci saranno 56mila unità in meno: 15 mila dipendenti Ata e 41mila insegnanti. Unico vantaggio per i neo-docenti è dato dal fenomeno dei pensionamenti. Al momento già 30mila. Professori e maestri che scappano dagli istituti, preoccupati dai tagli di Gelmini e dallo spauracchio venga elevata (come chiesto dal ministro Brunetta) l'età pensionabile delle donne.

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martedì 17 febbraio 2009

ItaliaOggi: Ecatombe di posti nel Mezzogiorno Pagheranno pure i docenti di ruolo

di Antimo Di Geronimo

È un'ecatombe senza precedenti quella che sta per abbattersi sugli organici della scuola statale. Il prossimo anno scolastico inizierà, infatti, con 42.100 cattedre in meno. Per l'anno successivo è previsto un altro sacrificio di 25.600 posti di insegnamento e, infine, un ulteriore salasso di 19.700 cattedre sarà effettuato per il 2011. In tutto: un taglio di 87.400 cattedre. A farne le spese saranno soprattutto i precari. Specialmente al Sud, dove peraltro rischiano il posto anche i docenti di ruolo, sui quali pende l'incognita della dichiarazione di esubero e della successiva messa in disponibilità per 24 mesi, con tanto di licenziamento allo scadere del periodo.

La situazione è talmente drammatica dall'avere spinto il ministero dell'istruzione, alle prese in questi giorni con il decreto sugli organici per il prossimo anno (in attuazione della manovra estiva), a considerare la possibilità di consentire ai precari di inserirsi nelle graduatorie di più province contemporaneamente. L'ipotesi allo studio prevede, infatti, la permanenza nella graduatoria a esaurimento di attuale collocazione e la possibilità di chiedere l'inserimento in altre 2 o addirittura 3 province. Nelle nuove province, però, l'inserimento avverrebbe in coda. La situazione, oltre che drammatica è anche paradossale. A fronte di una carenza cronica di cattedre al Sud, che vede assottigliarsi sempre di più il numero delle cattedre e il numero degli alunni, al Nord, invece, per trovare i supplenti non di rado le scuole devono ricorrere alle messe a disposizione.

In sostanza, dunque, le scuole del Nord, per assumere i docenti, dopo avere scorso senza esito le graduatorie di istituto, assumono i supplenti interpellando i precari che si rendono disponibili con delle semplici dichiarazioni presentate in segreteria. E nella maggior parte dei casi si tratta di docenti inclusi nelle graduatorie del Sud che sono rimasti senza lavoro e che si vedono costretti ad emigrare. Si tenga presente, peraltro, che le retribuzioni che vengono erogate a coloro che accettano le supplenze dai presidi sono ancora più basse di quelle dei supplenti che vengono assunti con incarichi conferiti dagli uffici scolastici o dalle scuole polo. Mentre ai primi viene attributi lo stipendio intero, sebbene al minimo contrattuale, ai precari assunti dai presidi viene applicata una decurtazione che corrisponde all'importo dell'ex compenso accessorio. E se si assentano per malattia hanno diritto alla metà della retribuzione solo per un mese. Dopo di che, nulla. Tra l'altro sulla questione della mancata attribuzione degli scatti di anzianità ai precari c'è anche una sentenza della Corte di giustizia europea che dovrebbe essere applicata anche in Italia. Ma finora non è successo nulla (si veda ItaliaOggi del 6 novembre 2007). Insomma, assumere precari fa risparmiare alle casse dello stato un bel po' di soldi. L'amministrazione però sarebbe intenzionata a chiedere l'autorizzazione ad immettere in ruolo almeno 20mila precari: 15mila docenti e 5mila Ata. Insomma una boccata di ossigeno che riaccende la speranza per i 130mila precari che lavorano attualmente nelle scuole di tutto il paese con contratti a termine. Le immissioni, se ci saranno, verranno concentrate al Nord. Anche perché nel Mezzogiorno a rischiare il posto non ci sono solo i precari, ma anche i docenti di ruolo. Per questi ultimi si fa avanti lo spettro della riconversione coatta oppure della mobilità intercompartimentale. Ipotesi questa che non dispiacererebbe ai più. Ma il problema è che i posti nelle altre amministrazioni sono pochissimi. Anzi sono talmente pochi che l'amministrazione scolastica non è riuscita a ricollocare nemmeno i docenti inidonei, che sono appena 5mila, per i quali è stato costituito un ruolo a esaurimento. E dunque, se non sarà possibile ricollocare i docenti in esubero in altri insegnamenti o altre amministrazioni bisognerà applicare gli articoli 33 e 34 del decreto legislativo 165/2001. Una disciplina che risale al 1993, che fu introdotta dall'allora governo Amato. Ciò vuol dire che gli in collocabili saranno messi nelle liste di disponibilità a stipendio ridotto e poi licenziati.

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venerdì 6 febbraio 2009

...e le scuole italiane cadono a pezzi

Che dire del crollo avvenuto al Matteo Raeli di Noto?

Che siamo stati fortunati perchè la zona interessata non aveva aule con alunni dentro?

Che è assurdo che i nostri figli rischino la vita andando a formarsi come uomini, donne, cittadini?

Che non è servita a niente la tragedia di quel ragazzo piemontese schiacciato dal soffitto della propria scuola?

Che i tagli alla scuola sono una barbarie e un crimine contro il nostro futuro?

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Cari vescovi italiani visto che sulla scuola...

Tratto dal Manifesto del 4 febbraio scorso, l'appello di un insegnante delle primarie.
di Giuseppe Caliceti
Cari vescovi italiani, vi prego: rappresentateci! Oltre a difendere gli interessi della scuola privata cattolica, i lavoratori che vi operano al loro interno, difendete anche gli interessi e i lavoratori della scuola pubblica italiana! Questo è un appello. Lo so, può apparire un po' paradossale che io, come docente della scuola pubblica italiana, mi rivolga proprio a voi. Eppure, se ve lo chiedo c'è più di un motivo.
Primo tra tutti: il modo in cui vi siete posti contro l'annunciato taglio economico che riguardava le vostre scuole e il modo in cui siete riusciti a far cambiare idea in meno di due ore al governo in carica.

Mi rivolgo a voi perché ho già provato, invano, a rivolgermi a altri.
Mi rivolgo a voi perché ho visto che la vostra parola, oggi, in Italia, conta di più da quella di tanti altri, sindacati compresi.
Come si sente un docente della scuola pubblica in queste settimane? Male. Solo. Non rappresentato.
Non solo perché gli effetti disastrosi della Riformaccia Gelmini, con l'arrivo degli applicativi, arriva a compimento impugnando la mannaia di migliaia e migliaia di posti di lavoro.
Ma perché l'opposizione dorme. I sindacati dormono. L'informazione dorme.
L'ottobre dello scorso anno - quando migliaia di genitori e docenti e studenti scioperarono, non minacciarono solo di scioperare - appare lontanissimo.
Per esempio, qualche giorno fa Cisl e Uil hanno firmato un rinnovo contrattuale umiliante per i docenti della scuola pubblica; con la scusa che, in tempi di crisi economica, è meglio accontentarsi di ogni cosa proponga il governo. Anche se poi, magari, organizzano incontri con la base e convegni di studi in cui si dichiarano fortemente preoccupati contro la Riforma Gelmini.
Cgil Scuola non ha firmato, ma è ugualmente spaesata e non sa bene che fare. Invita i Collegi docenti, nel pieno esercizio della loro autonomia, a pronunciarsi attraverso delibere che chiariscano l'inapplicabilità di una circolare che non ha ancora concluso il suo iter procedurale (parere della Conferenza unificata stato-regioni e Consiglio di stato). Insomma, invita a prendere tempo. A perdere tempo. A mettere qualche pallido e timido stuzzicadente nel mastodontico ingranaggio pronto a smaltellare la scuola pubblica messo in piedi dalla Gelmini. Non propone blocchi degli scrutini per paura di non avere la maggioranza dei genitori di alunni e studenti dalla propria.
Altra flebile proposta targata Cgil: forti della loro autonomia, i docenti sono invitati a promuovere incontri preliminari (?) alle iscrizioni con le famiglie dei bambini interessate alle iscrizioni alla scuola primaria per illustrare il Pof (Piani dell'offerta formativa) definito all'inizio di questo anno scolastico con particolare riguardo alle motivazioni pedagogiche che ispirano l'utilizzo della compresenza, la modularità, la didattica laboratoriale.
Nel corso di questi incontri, consiglia sempre Cgil Scuola, i docenti dovrebbero invitare i genitori a sconsigliare i genitori delle classe prime a chiedere espressamente la conferma del Pof in vigore, a scegliere il modello orario più lungo possibile, a specificare che si intende scegliere un modello che garantisce compresenza, moduli, laboratori (cioè?), a esigere che tale richiesta venga registrata e protocollata.
Cari vescovi italiani, vorrei che qualcuno dicesse che il taglio al personale della scuola pubblica previsto nei prossimi tre anni dalla Gelmini è il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica italiana. Lo so, nessun giornale, o televisione, dice questo: ma è la verità.
Vorrei che aiutaste noi docenti della scuola pubblica a dire alle famiglie italiane che cosa accadrà dal prossimo anno. Bambini e ragazzi saranno i più colpiti da questa crisi economica. Non è giusto.
Non è giusto che su di loro ricadano gli errori degli adulti.
Non è giusto che i primi a pagare siano proprio i più deboli, i più indifesi.
Mi chiedo perché i partiti d'opposizione o anche solo i sindacati, Cgil soprattutto, non facciano una cosa semplicissima: indicare un referendum che chieda ai docenti della scuola italiana se sono pro o contro la Riforma Gelmini. Un referendum per ogni ordine di scuola. Hanno paura forse di perdere? Non perderete, state sicuri.
I docenti italiani apparterranno a diversi sindacati, ma difficilmente ne troverete oggi uno solo, in Italia, che vi dica che con i tagli attuati dalla Gelmini scuola e università miglioreranno. Perché non ce lo chiedete?
Perché ci chiedete se siamo d'accordo di siglare o no un rinnovo contrattuale umiliante, ma non ci chiedete questo? Di che avete paura? Come docenti ci atterremo alle nuove norme e alle nuove indicazioni della Gelmini, essendo dipendenti pubblici. Ma vorremmo almeno avere la possibilità di esprimere il nostro dissenso.
Dateci uno strumento per esprimerlo. Qualsiasi, ma datecelo. Non vogliamo essere complici di quanto sta accadendo. Ci atterremo a ogni disposizione, come dipendenti pubblici. Ma voi, sindacati, che male ci state difendendo, nonostante noi ogni mese vi abbiamo dato per anni parte del nostro stipendio, non toglieteci almeno la dignità: dateci, ripeto, uno strumento per esprimere il nostro dissenso.
Fateci vedere che siete vicino a chi dite di rappresentare. Fate, almeno, ciò che fanno i vescovi italiani.
Provateci, almeno. E se non ci riuscite, se non vi viene una sola idea in testa sul da fare, chiedete aiuto anche voi, come il sottoscritto, ai cari vescovi italiani.
Per il bene non solo dei docenti della scuola pubblica italiana, ma dei loro alunni, dei loro studenti, dei figli e delle figlie di tante famiglie che frequentano la scuola pubblica, vescovi italiani, aiutate i docenti della scuola, aiutate i loro sindacati.

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mercoledì 21 gennaio 2009

Trattamento testi (A075 - A076) addio!

Su segnalazione di una collega pubblico un intervento sulla situazione nelle classi di concorso A075 - A076 da parte di Agostino Del Buono, Presidente della Assodolab.

Cosa faranno i docenti delle classi di concorso A075 e A076 che attualmente insegnano “Trattamento testi e dati” negli Istituti Superiori nella nuova Scuola disegnata e organizzata dalla Gelmini?
Al di là di quanto titolano i giornali, da quelli più blasonati a quelli meno conosciuti in vendita nelle edicole, o di alcuni interventi sporadici “al volo” di qualche Ministro o sottosegretario, quattro sono le possibilità pensabili: - riconversione; - trasferimento dei docenti in soprannumero nei vari Ministeri; - licenziamento; - prepensionamento.
E' importante quindi che il docente di queste classi di concorso, organizzi la propria vita “presente e futura” in funzione alle quattro possibili “offerte” che non tarderanno a venire dall'alto del Ministero dell'Istruzione. Si tratta solo di un rinvio di un anno rispetto al progetto originario della Gelmini, ma non di più. Procediamo con ordine e vediamo insieme di trattare le quattro possibili soluzioni con occhio e con la mente di chi sta “dentro la Scuola” quindi, da veri professionisti, e non da chi sta negli uffici ed esegue gli ordini del loro capo.

1. RICONVERSIONE
Come prima soluzione al problema, possiamo ipotizzare una “riconversione”. Riconversione attraverso una Laurea triennale nelle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione. Si tratta di una adeguata soluzione al problema dei docenti delle due classi di concorso A075 e A076 ma che comunque preoccupano gli insegnanti stessi in quanto le ore nei nuovi Piani di studio degli Istituti Superiori della Gelmini, si riducono drasticamente. Considerato la natura e la validità delle discipline impartite in questi lunghi anni nella Scuola pubblica italiana e, considerato gli argomenti trattati ed approfonditi dai docenti che hanno preso parte ai corsi di formazione e aggiornamento organizzati dell'ASSODOLAB, si ipotizza una “riconversione professionale” dei docenti, anche di natura universitaria, nelle “Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione”.
La nuova disciplina dovrebbe essere inserita però, nel primo biennio degli:
- Istituti tecnici per il settore economico;
- Istituti tecnici per il settore tecnologico;
- Licei Artistici ad indirizzo Arti figurative;
- Licei Artistici ad indirizzo Architettura, design e ambiente;
- Licei Artistici ad indirizzo Audiovisivo, multimedia e scenografia.
La “riconversione dei docenti” per i laboratori degli Istituti tecnici e dei Licei Artistici disegnati dalla Gelmini, è supportata dal fatto che gli insegnanti, in questi anni scolastici hanno padroneggiato le nuove attrezzature Informatiche, della multimedialità e dell'audiovisivo in genere. Gli argomenti trattati nei corsi di formazione e di aggiornamento organizzati dall'Assodolab in questi otto anni di intensa attività formativa, rivolti ai docenti delle classi di concorso A075 e A076 sono stati tantissimi.
2. TRASFERIMENTO DEI DOCENTI IN SOPRANNUMERO NEI VARI MINISTERI.
Una seconda ipotesi è quella di utilizzo dei docenti delle Classi di concorso A075 e A076 nei vari Ministeri. In questo caso, occorre che venga stipulato un accordo scritto tra il Ministero dell'Istruzione e quello degli altri Ministeri per poter transitare, a scelta del docente, dal Ministero dell'Istruzione verso un altro dicastero. E' ovvio che deve essere data l'opportunità di scelta al docente, tenendo presente anche il criterio della facile raggiungibilità dalla propria residenza a quella della nuova sede di lavoro. In questo caso occorre che venga effettuata una apposita “conversione professionale” in vista delle nuove mansioni da svolgere.
3. LICENZIAMENTO
Parlare di “licenziamento” è una cosa atipica per un docente, specialmente se ha stipulato un contratto di lavoro a “tempo indeterminato” con il Ministero dell'Istruzione. A quanto sembra, però, considerato la relazione tecnico-finanziaria di accompagnamento al Piano programmatico, tutto ciò è possibile. Infatti, l'articolo 64 del Decreto Legge del 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, prevede, a partire dall'anno scolastico 2009/10, alcuni drastici interventi e misure per portare a compimento del Piano.
A partire da questo anno, nell'arco del triennio successivo, si procederà al “taglio” dei docenti quantificati dal Ministero dell'Istruzione in 42.105 per l'anno 2009/10, in 25.560 per l'anno scolastico 2010/11 e 19.676 nell'anno scolastico 2011/12. Questi docenti che dovrebbero essere “licenziati” o in qualche modo “impiegati in modo diverso”, ammontano complessivamente a ben 87.341.
Quali sono le classi di concorso da eliminare? Quali sono le classi di concorso da riconvertire? Quali sono i docenti da “licenziare”? Una cosa è certa. Nell'ambito di ogni Scuola, di ogni ordine e grado, si respira un clima non degno di chi ha formato oltre 4.000 studenti in questi 26 anni di insegnamento. Il clima non è più sereno, tranquillo, pacato, disteso, ma è un clima distaccato, con un indice di indifferenza che è balzato ai vertici delle classifiche delle “Borse” internazionali, un clima dove l'insicurezza per il domani è predominante su tutte le attività scolastiche e parascolastiche. Questo è quello che si sta verificando nella Scuola italiana a partire dall'approvazione della relazione tecnico-finanziaria del Ministero dell'Istruzione fino alla visione delle bozze dei “nuovi licei” e dei nuovi “istituti tecnici” sparsi quasi clandestinamente nei meandri di Internet.
4. PREPENSIONAMENTO.
Un ultimo punto è il “prepensionamento”. I parlamentari, i politici del nostro Paese, uniti ai sindacati della Scuola potrebbero rielaborare un piano per quanto riguarda i prepensionamenti e stabilire un'età “equa” in cui al docente soprannumerario, prossimo alla pensione, vengano concessi 10 anni di abbuono.
Ci auguriamo che il Ministro dell'Istruzione, convochi nei prossimi mesi, uno per volta, tutte le Associazioni Professionali dei Docenti – tra cui l'ASSODOLAB – per discutere serenamente dei problemi che investono i docenti e la Scuola pubblica italiana con questi e altri Decreti Legge che verranno emanati. In fondo, il nostro indirizzo è a disposizione di tutti.

Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab agostino.delbuono@assodolab.it

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sabato 27 dicembre 2008

Lettera di auguri alla Ministra Gelmini

Cara Ministra Mariastella,

le scrivo la presente per augurarle un 2009 fortunato, più di quanto lo sia stato per noi precari della scuola il 2008, nel quale abbiamo avuto la disgraziata circostanza di vederci assegnata Lei, in nome di non si sa quale scelta "meritocratica", al Ministero della pubblica Istruzione.
Le auguro di affrancarsi dal suo tutor Tremonti e di trovare l'orgoglio e la dignità di lasciare la sua poltrona, di non farsi strumento di distruzione di massa nelle mani del serial killer Giulio.
Dubito che Lei riesca a trovare tali risorse interiori, se ne è in possesso le ha sapute tenere ben nascoste finora!
Le voglio raccontare quel che è successo a me da quando ho incontrato Lei sulla mia strada.
L'anno scorso di questi tempi lavoravo in una scuola a pochi chilometri da casa mia, sostituivo un'insegnante non specializzata (perchè l'anno scorso lavoravano anche loro) e continuavo a ricevere telefonate e telegrammi da scuole della provincia alla ricerca di un insegnante di sostegno. Adesso sono in attesa della prima chiamata che temo tarderà ad arrivare o molto più probabilmente non arriverà. Ma non voglio suscitare pietà. Non per me. Il motivo per il quale mi sono deciso a scriverle è perchè proprio oggi ho incontrato una ragazza che frequentava la classe nella quale insegnavo io lo scorso anno.
Le ho chiesto del ragazzo che seguivo. Gli è stato tolto l'insegnante di sostegno e adesso si trova allo stato "brado". Getta i banchi per aria, parla sempre disturbando compagni e docenti, si lascia spesso andare a un linguaggio scurrile.
Questo ragazzo aveva fatto grossi progressi in tutti i campi: dalla integrazione nel gruppo classe alle capacità cognitive, migliorando soprattutto in quelle cose che potevano essergli utili per la sua vita al di fuori dell'ambito scolastico. Stavamo formando un cittadino. Cara Mariastella, veda, il danno che Lei ha fatto (con la complicità a dire il vero dei vostri predecessori) a noi precari è niente (se si puor dire niente di persone, famiglie, lasciate dall'oggi al domani senza la prospettiva di una professione conquistata con sacrificio) di fronte ai danni che i suoi tagli hanno causato alle vere vittime della sua "riforma": i nostri figli.
Le auguro davvero di pensare all'interesse comune, che è poi ciò a cui ogni politico dovrebbe pensare, piuttosto che alla sua carriera personale che di questo passo, mi creda, non sarà di sicuro luminosa.

Emanuele Limpido

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mercoledì 24 dicembre 2008

Auguri di Buone Feste!

Il Comitato Scuola Siracusa, nella persona del curatore del Blog, vi augura buone feste e soprattutto un anno nuovo migliore di quello trascorso (per quanto mi riguarda non sarà una cosa difficile!)

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martedì 23 dicembre 2008

Ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati impegna il Governo a reintrodurre i "posti in deroga" nel sostegno

Dal sito della Camera dei Deputati, uno stralcio riguardante la votazione del 19 che impegna il Governo a reintrodurre i posti in deroga nel sostegno.
Se son rose....

La Camera,
premesso che:
l'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, successivamente modificato dall'articolo 2, comma 415, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per risolvere il problema del precariato, ha previsto un piano programmatico di 150.000 assunzioni per il triennio successivo per il personale docente e di 30.000 assunzioni per il personale ATA; per l'anno scolastico 2009-2010 l'incremento previsto dell'organico di sostegno è pari al 70 per cento di quello in servizio di ruolo nell'anno scolastico 2006/2007; ai sensi dell'articolo 2, comma 413, della legge n. 244 del 2007 sono stati immessi in ruolo nell'anno scolastico 2006/2007 le prime 50.000 unità di personale docente, di cui 5.000 insegnanti di sostegno, e nell'anno scolastico 2007/2008 altre 25.000 unità di personale docente di cui 7.000 insegnanti di sostegno;
devono ancora essere assunte 75.000 unità di personale docente per il prossimo anno scolastico 2009/2010 con un contingente di assunzioni da individuare con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica circa la fattibilità del piano;
nel frattempo, è intervenuto l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha previsto un piano di razionalizzazione di 87.000 unità senza annullare il piano programmatico precedente, peraltro parzialmente rinviato di un anno nella sua attuazione dall'articolo 3 del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;
nel 2006/2007 l'organico complessivo di sostegno (di fatto e di diritto) in servizio risultava composto da 89.932 unità di cui 43.285 di ruolo, mentre l'organico curricolare a tempo determinato risultava composto da 28.135 cattedre annuali e 77.493 cattedre al termine delle attività;
nel rapporto approvato dalla 7a Commissione del Senato sulla tabella 7 e sulle parti connesse della presente finanziaria, tra le osservazioni (n. 3), si auspica una riflessione sull'opportunità di reintrodurre le deroghe al numero complessivo dei posti degli insegnanti di sostegno previsto dell'articolo 2, commi 413 e 414, della legge finanziaria 2008, in presenza di effettive esigenze rigorosamente accertate dalle autorità sanitarie competenti,

impegna il Governo:

a procedere per l'anno scolastico 2009/2010 alle assunzioni a tempo indeterminato su tutti i posti che risulteranno disponibili e vacanti, per il personale docente e ATA, anche a seguito delle modifiche che saranno apportate dai regolamenti e dal piano programmatico da emanare ai sensi dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
ad adottare ulteriori iniziative normative al fine reintrodurre la deroga al numero complessivo dei posti degli insegnanti di sostegno previsto dal comma 413 e dal comma 414 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in presenza di effettive esigenze rilevate, rigorosamente accertate dalle autorità sanitarie competenti, in attesa dei nuovi criteri di formulazione delle certificazioni da individuare con decreto del Ministro dell'istruzione,dell'università e della ricerca ai sensi del comma 605, lettera b), dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e ad autorizzare il dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale ad attivare posti di sostegno a tempo determinato nel rispetto dell'articolo 13 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
9/1713-B/5. Antonino Russo, Coscia, Ghizzoni, De Pasquale, Siragusa, De Torre, Pes, Lolli, Mazzarella, Bachelet, Nicolais, De Biasi, Ginefra, Levi, Picierno.

La Camera,
premesso che:
l'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, successivamente modificato dall'articolo 2, comma 415, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per risolvere il problema del precariato, ha previsto un piano programmatico di 150.000 assunzioni per il triennio successivo per il personale docente e di 30.000 assunzioni per il personale ATA; per l'anno scolastico 2009-2010 l'incremento previsto dell'organico di sostegno è pari al 70 per cento di quello in servizio di ruolo nell'anno scolastico 2006/2007; ai sensi dell'articolo 2, comma 413, della legge n. 244 del 2007 sono stati immessi in ruolo nell'anno scolastico 2006/2007 le prime 50.000 unità di personale docente, di cui 5.000 insegnanti di sostegno, e nell'anno scolastico 2007/2008 altre 25.000 unità di personale docente di cui 7.000 insegnanti di sostegno;
devono ancora essere assunte 75.000 unità di personale docente per il prossimo anno scolastico 2009/2010 con un contingente di assunzioni da individuare con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica circa la fattibilità del piano;
nel frattempo, è intervenuto l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha previsto un piano di razionalizzazione di 87.000 unità senza annullare il piano programmatico precedente, peraltro parzialmente rinviato di un anno nella sua attuazione dall'articolo 3 del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;
nel 2006/2007 l'organico complessivo di sostegno (di fatto e di diritto) in servizio risultava composto da 89.932 unità di cui 43.285 di ruolo, mentre l'organico curricolare a tempo determinato risultava composto da 28.135 cattedre annuali e 77.493 cattedre al termine delle attività;
nel rapporto approvato dalla 7a Commissione del Senato sulla tabella 7 e sulle parti connesse della presente finanziaria, tra le osservazioni (n. 3), si auspica una riflessione sull'opportunità di reintrodurre le deroghe al numero complessivo dei posti degli insegnanti di sostegno previsto dell'articolo 2, commi 413 e 414, della legge finanziaria 2008, in presenza di effettive esigenze rigorosamente accertate dalle autorità sanitarie competenti,

impegna il Governo

ad adottare ulteriori iniziative normative al fine reintrodurre la deroga al numero complessivo dei posti degli insegnanti di sostegno previsto dal comma 413 e dal comma 414 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in presenza di effettive esigenze rilevate, rigorosamente accertate dalle autorità sanitarie competenti, in attesa dei nuovi criteri di formulazione delle certificazioni da individuare con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ai sensi del comma 605, lettera b), dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e ad autorizzare il dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale ad attivare posti disostegno a tempo determinato nel rispetto dell'articolo 13 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
9/1713-B/5. (Testo modificato nel corso della seduta) Antonino Russo, Coscia, Ghizzoni, De Pasquale, Siragusa, De Torre, Pes, Lolli, Mazzarella, Bachelet, Nicolais, De Biasi, Ginefra, Levi, Picierno.

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venerdì 19 dicembre 2008

Superati i 10.000 contatti!

Il 24 settembre scorso nasceva il blog del Comitato Scuola Siracusa.
In meno di 3 mesi il "contatore" ha superato i 10.000 contatti. Niente male per un blog "settoriale" come il nostro!
Nel festeggiare questo importante traguardo vi rivolgo un invito: partecipate di più alla sua realizzazione e alla sua crescita.
Inviatemi alla Mail: limpido@tele2.it contributi, interventi, notizie e quant'altro riteniate interessante. Come avete visto in questi 3 mesi qui si pubblica qualsiasi cosa sia attinente agli argomenti trattati, sia interessante e abbia un'altra importante qualità: la sintesi.
A tutti i visitatori un grazie di cuore.

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lunedì 15 dicembre 2008

Sentenza del TAR di Catania contro il taglio delle ore di sostegno agli alunni diversamente abili.

Finalmente una buona notizia!
Il TAR di Catania ha riconosciuto il danno subito da un alunno diversamente abile a causa del taglio delle ore di sostegno rispetto all'anno scolastico precedente ed ha disposto il ripristino delle ore riconosciute nel 2007-2008.
Si tratta di una imprtantissima vittoria, speriamo non sia una goccia nel deserto.
Pubblico l'articolo dell'avvocato Marcellino tratto dal sito superando.it.

Sentenza sul sostegno del TAR di Catania
AVV. F. Marcellino
Insegnante di sostegno: se vengono violate "le effettive esigenze rilevate" dell’alunno con disabilità il TAR le ripristina. E così possiamo registrare per l'anno scolastico 2008-2009 una delle prime pronunce di un Tribunale Amministrativo Regionale - quello di Catania - emesse a seguito delle ultime due Leggi Finanziarie, tanto richiamate come "fonti di tagli" nel settore della scuola. Ironia della sorte, l'udienza si è tenuta proprio il 3 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità!


Il fatto: tutti gli organi all’uopo preposti segnalavano la necessità di un'insegnante di sostegno per 24 ore, per uno studente frequentante la seconda elementare (in piena fase evolutiva) e affetto da disabilità grave. Ma nonostante questo, lo studente subisce una drastica e immotivata riduzione delle ore di insegnamento di sostegno (16 ore), rispetto anche a quelle di cui aveva beneficiato l’anno precedente.
La notizia desta smarrimento e rabbia nella famiglia che tenta di comprendere l’accaduto, ma presto, purtroppo, coglie che l'unica soluzione possibile rimane quella di adire l'autorità giudiziaria.
E così, quasi come per uno scherzo del destino, l’udienza viene fissata per il 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità: inevitabile, dunque, farne un richiamo… a tutela dei diritti universalmente riconosciuti.

Ecco quindi, per l’anno scolastico 2008-2009, una delle prime pronunce di un Tribunale Amministrativo Regionale (TAR Sicilia, Sezione di Catania), emesse a seguito delle ultime due Leggi Finanziarie, tanto richiamate come "fonte di tagli" nel settore della scuola e, in particolare, dell’insegnamento di sostegno.
La Legge 296/06 (la cosiddetta "Legge Finanziaria per il 2007"), all’articolo 1, comma 605, lettera b, afferma che la ri-organizzazione e la distribuzione degli organici dev'essere compiuta in base «alle effettive esigenze rilevate, tramite una stretta collaborazione tra regioni, uffici scolastici regionali, aziende sanitarie locali e istituzioni scolastiche, attraverso certificazioni idonee a definire appropriati interventi formativi».
Successivamente, la Legge 244/07 (la cosiddetta "Legge Finanziaria per il 2008"), all'articolo 3, commi 413 e 414, segue e rinforza la scia delle effettive esigenze.
Il comma 413, infatti, non solo esordisce con «Fermo restando quanto previsto dall’art. 1 comma 605 lett. B) della legge 27/12/2006 N° 296», ma continua sostenendo che i criteri e modalità di assegnazione dei posti degli insegnanti di sostegno «devono essere definiti con riferimento alle effettive esigenze rilevate, assicurando lo sviluppo dei processi di integrazione degli alunni diversamente abili». Insomma: tagli sì, ma prima valutare e rispettare le «effettive esigenze rilevate» degli alunni con disabilità.

E perciò, con le suddette argomentazioni e altre (giuridicamente altrettanto rilevanti, ma che si evitano di esporre in questa sede), si è riusciti a far riconoscere «il danno grave ed irreparabile per cui va accolta la domanda cautelare e per l’effetto va disposto che il Ministero intimato valuti le gravi concrete esigenze dell’alunno XXXX al fine di attribuire allo stesso, anche in deroga, un numero di ore di sostegno conformi alle proprie esigenze ed a quelle evidenziate dagli organi all’uopo preposti dell’istituto scolastico di appartenenza».


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giovedì 11 dicembre 2008

Il potere della Chiesa

120 dei 130 milioni di euro tagliati alle scuole private sono stati prontamente restituiti dal governo Berlusconi non appena la Cei ha minacciato proteste in merito. Forti 'sti vescovi! Pensate che bello sarebbe se fondassero un sindacato: io mi ci iscriverei subito! Protestiamo contro la Gelmini-Tremonti da mesi (manifestazioni, sit-in, occupazioni, cortei, scioperi...) senza cavare un ragno dal buco e questi appena minacciano di muoversi ottengono la quasi totalità del maltolto come se la crisi economica riguardasse tutti tranne loro. Mi ricorda un film di Troisi nel quale il grande comico napoletano parlava della tortura dicendo: " a me se anche dicessero: parla perchè se no "forse" ti torturiamo, racconterei pure quello che non so".
Il governo italiano mi pare che si sia comportato con lo stesso coraggio verso la Chiesa. Leva i tagli perchè "forse" se non lo fai protestiamo. Fatto.
Che dire...chapeu!

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venerdì 5 dicembre 2008

il canale youtube della gelmini: la solita operazione di facciata!

Dice di voler accoglier domande, critiche, proposte ma le prime risposte ai commenti ricevuti sono le solite minchiatelle che dice ogni volta in TV (anzi che diceva perchè per fortuna non ci va più).
Ministro per essere "moderni" non basta aprire un canale su youtube (fra l'atro molti si lamentano di essere stati censurati) e mettersi il maglioncino attillato! Accetti davvero il confronto e si ribelli al suo tutor Tremonti che le ha fatto perdere la faccia! Se la studi la sua "riforma" e capisca che per migliorare la scuola italiana (cosa necessaria) non si può cominciare tagliando l'ossigeno.

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